MODA/ Il bianco tra sensualità e minimalismo

Sfidando il trend del “color block”, numerosi i designer si schierano in favore di un minimalismo cromatico dominato dal bianco, per esprimere al meglio il proprio ideale di eleganza e semplicità. All’interno di questa tendenza vi sono due scuole di pensiero rivolte, rispettivamente, al minimalismo e alla sensualità.

di Francesca Di Iullo

brioniwhiteSe da un lato le sfilate della primavera-estate 2011 hanno mostrato un accesissimo desiderio di colore e vivacità, dall’altro è emersa la voglia di riportare in auge un’eleganza fatta di linee pulite e dettagli impercettibili. Per realizzare questa loro volontà, gli stilisti si sono affidati al bianco, il “non-colore” per eccellenza, declinato in tutte le sue sfumature: dal crema fino all’optical white, passando per il color latte.

All’interno di questa tendenza vi sono due scuole di pensiero rivolte, rispettivamente, al minimalismo e alla sensualità.

Alla prima corrente appartengono certamente Calvin Klein ed Alexander Wang, due emblemi della moda minimalista, che con i loro capi privi di qualsiasi orpello, hanno creato un nuovo modo di concepire il buon gusto. In linea con le prerogative del marchio, il direttore creativo di Calvin Klein, Francisco Costa, ha realizzato abiti dalle silhouette dritte e raffinate, spezzate a volte da profonde scollature, per nulla maliziose.

Alexander Wang “tinge” di bianco tutte (o quasi) le sue creazioni: abiti e completi morbidi, realizzati in tessuti ultraleggeri che donano alla figura un’aura impalpabile ed inconsistente.

L’altra scuola di pensiero, quella “sensuale”, sebbene concepisca un’altra femminilità, non la sovraccarica comunque di elementi superflui, ma la arricchisce di piccoli e ricercati dettagli, come pizzi, ricami e rouches, pervenendo ad una sensualità pudica e garbata.

Accaniti sostenitori di questa femminilità sono Domenico Dolce e Stefano Gabbana, che hanno fatto del pizzo bianco il filo conduttore della loro collezione, interrotto solo da pochi capi neri e animalier e dall’oro dei gioielli. L’abbondanza di pizzo Sangallo e di Sicilia su chemisier, bustini, coulotte e longuette non può far altro che evocare una sensualità tutta mediterranea. Ad essere coperti da ricami sono anche gli accessori, come l’it-bag Miss Sicily, che per l’occasione si veste di candido pizzo macramè. Così come gli ankle boot, realizzati interamente in questo tessuto, e i sandali con tacco in legno ornati da fiori crochet.

Sulla scia del minimalismo si collocano anche Céline, Stella McCartney e Chloè. Le prime due firme scelgono per la loro donna un’immagine androgina, fatta di tailleur, camicie dal taglio maschile e pantaloni svasati. Hannah MacGibbon, invece, veste la donna Chloè di una femminilità assolutamente essenziale, attraverso abiti e gonne in velo plissettato, quasi dei tutù che, abbinati a  ballerine ultrapiatte, creano una silhouette da “cigno bianco”.

Brioni sceglie il macramè, ovvero il merletto a nodi, per le sue camicie e i suoi scamiciati, che creano stuzzicanti effetti di “vedo-non-vedo”.

Ralph Lauren disegna abiti in pizzo pensati per essere coordinati a giacche in suède color caramello e cinte con grandi fibbie, in puro stile western.

Il duo Chiuri-Piccioli da Valentino non rinuncia al bon ton anni Sessanta e opta per linee a trapezio, addolcite da una cascata di rouches e volant in tulle e macramè.

Anche Roberto Cavalli si fa portavoce del trend, realizzando per la sua linea casual dei pantaloni aderenti con balze, fatti esclusivamente in candido pizzo.

Infine, c’è chi non sa scegliere e fa proprio entrambe le visioni “sensuale” e “minimal”. E’ il caso di Ermanno Scervino, che da sempre si (e ci) diletta con metri di pizzo e chiffon e che questa volta ha disegnato linee più semplici, sebbene i suoi caratteristici volant non sono spariti del tutto. L’essenzialità delle silhouette è rotta dalla ricchezza dei tessuti crochet lavorati all’uncinetto. Anche questa collezione è un elogio al “total-white”, tant’è che ha fatto indossare alle sue modelle bianchissime parruche dal taglio netto.

Paradossalmente l’assoluta semplicità di questo “non-colore” è in grado di donare un’eleganza ed una femminilità pressoché uniche, sempre a patto che non esageriate con l’abbronzatura.


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