MODA ECO-CHIC / I Love Swapping

di Francesca Di Iullo

Ritorna in auge la pratica del baratto che, nato con l’uomo, si riscopre “fashion” e si diffonde sempre più velocemente affiancandosi allo shopping vero e proprio.

fashion_swappingSe acquistare abiti, accessori e oggetti di qualsiasi tipo presso mercatini vintage e dell’usato è ormai un’abitudine per molti, è tempo di scoprire, o meglio riscoprire lo “swapping”: il baratto. Primordiale forma di economia, il baratto si riafferma come un’occasione per rinnovare il proprio guardaroba a costo zero e in modo del tutto eco-sostenibile, permettendo di sbarazzarsi dei capi che ci hanno stancato o che, semplicemente, sono di una taglia sbagliata.

La pratica, il cui nome deriva dal verbo inglese “swap” (letteralmente: scambiare), nasce diversi anni fa a Manhattan, dove, nei salotti delle donne più “in” della città,  anche attrici e modelle portavano con sé capi in disuso con la speranza di cederli per avere qualcosa di più appetitoso in cambio.

Il “rinnovato baratto” presto si diffonde anche in Europa, soprattutto in Inghilterra, e non esita a farsi avanti anche nel Bel Paese. Qui, lo swapping sbarca ufficialmente nel 2009, con il libro “I Love Swapping” scritto da Marina Martorana, edito da Avallardi, a cui si sono ispirati molti swap shop nati nella Penisola.

Tra questi, sicuramente è da citare lo Swap Club Italia, fondato a Bologna da Tamara Nocco e Francesca Caprioli, intente a voler creare una comunità di “free shopping”, dove si coniugassero baratto, moda, vintage e rispetto per l’ambiente. Oltre alla possibilità di barattare oggetti online, lo Swap Club offre agli “swappers” l’occasione di conoscersi personalmente attraverso degli swap party, anch’essi totalmente sostenibili grazie all’uso di  inviti e shopping bag in carta riciclata, nonché di cibi biologici a “km zero”.

Dall’Emilia lo swapping ha iniziato a diffondersi velocemente, soprattutto (ovviamente) a Milano, dove le giornaliste Grazia Pallagrosi e Chiara Bettelli, insieme all’astropittrice Alice Pazzi, hanno dato vita all’Atelier del Riciclo. In negozio si possono barattare non solo abiti ma anche accessori, gioielli e piccoli oggetti d’arredamento. La loro filosofia è “Recycled, not Trash”, in quanto le tre si impegnano nella riqualificazione degli oggetti scambiati anche attraverso corsi di “wardrobe refreshing” che aiutano i clienti a reinventare e dare un valore aggiunto ai loro vecchi capi.

Negozi simili sono nati anche a Roma e Treviso, rispettivamente con Arianna Alaimo e il suo store Barattiamo?, e con Ilaria Bramezza e Francesca Ladisa e il loro Luxury Swapping.

Da poco esiste anche RCA, ovvero Rifiuto Con Affetto, progetto iniziato da Roberta Bruzzechese, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi, che consiste nel posizionamento di depositi a forma di scatole gialle presso scuole, biblioteche, piazze e uffici pubblici. Tra le città che hanno aderito al progetto ci sono Venezia, Bergamo, Gubbio e Macerata.

In quanto alle novità, come sempre gli Stati Uniti fanno sentire la loro voce potente con l’innovativa invenzione Swap-O-Matic: un distributore automatico presso cui è possibile effettuare scambi in differita, grazie a delle cassette in cui si depositano e si prelevano gli oggetti di cui ci si è liberati.

Le regole fondamentali dello swapping sono essenzialmente due: che gli oggetti siano puliti e in buone condizioni: usato non è sinonimo di usurato.

SITI PER PRATICARE LO SWAPPING

http://www.atelierdelriciclo.org/

http://www.bigwardrobe.com

http://www.e-barty.it/e-barty2/index.jsp

http://www.swapclub.it/

http://www.urbanswaparty.it/ 

http://zerorelativo.it/

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