MODA e TEATRO/ Roma celebra la Moda nell’arte

In scena a Roma presso la Fondazione Roma Museo fino al 5 dicembre 2010 una mostra che raccoglie tutte le spettacolari creazioni degli stilisti italiani per il teatro nazionale e non. Il titolo scelto per la mostra è un omaggio al libello satirico di Benedetto Marcello, “Il Teatro alla Moda” appunto, risalente al XVIII secolo.

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“Il Teatro alla Moda. Costume di scena. Grandi Stilisti” celebra il felice connubio nato tra moda e teatro già a partire dall’Ottocento, grazie all’estro di coutouriers quali Paul Poiret e Charles F. Worth. Sebbene anche Coco Chanel abbia dato il proprio contributo a “Le Train Bleu” di Jean Cocteau nel 1924, il rapporto moda-teatro si consoliderà solo a partire dagli anni Ottanta del Novecento.

Il titolo scelto per la mostra è un omaggio al libello satirico di Benedetto Marcello, “Il Teatro alla Moda” appunto, risalente al XVIII secolo.

L’esposizione è un susseguirsi di costumi, bozzetti e video inediti delle rappresentazioni teatrali in questione. Gli abiti esposti, trentadue per la precisione, sono gli originali indossati dai più grandi interpreti dell’opera, della danza e del teatro.

I grandi nomi della moda presenti alla mostra sono quelli di Armani, Capucci, Coveri, Fendi, Ferretti, Gigli, Marras, Missoni, Ungaro, Valentino e Versace. Nello specifico il tutto si articola in sei sezioni che raccolgono i costumi in base al tema o allo stilista che li ha realizzati.

In apertura troviamo lo splendido abito in raso nero con applicazione di cristalli e perline colorati creato da Versace per il “Capriccio” di Strauss nel 1990. A seguire troviamo “Fendi. L’opera in pelliccia” che unisce alcuni degli abiti realizzati da Karl Lagerfeld per le più famose opere liriche del mondo. Tra questi troviamo un mantello rosa pesca foderato di pelliccia avorio creato per “La Traviata” di Verdi e un vestito di jeans con grandi fiori colorati, sempre in pelliccia, disegnato per la “Carmen” di Bizet.

Subito dopo si passa a “Missoni. Dalle Nebbie di Scozia alla Luce di Africa”. Nella prima sezione dedicata alla maison troviamo i costumi di scena per “Lucia di Lammemoor” di Donizetti.

Gli abiti, indossati anche da Luciano Pavarotti, hanno un’aria pastorale e sono interamente realizzati in lana dalle tinte scure e opache. Nella seconda parte il clima cambia radicalmente e si passa alla vivacità delle atmosfere africane, rinnovate grazie all’influenza di Klee. Infatti le creazioni per la cerimonia d’apertura dei mondiali di calcio di Italia ’90 sono tutte realizzate nelle tinte che hanno reso celebre l’artista: nero, bianco, giallo, rosso e blu.

La terza sezione della mostra è intitolata “Capucci e la primadonna del bel canto”. Scelta più che azzeccata in quanto qui troviamo i costumi che sfilarono per un omaggio a Maria Callas nel 1986. I dodici abiti, indossati dalle cantanti liriche più famose del mondo, sono vere e proprie opere d’arte nate da cinquecento metri di stoffa.

Prima di giungere alla successiva sezione ci imbattiamo nella lunghissima bata de cola (la coda da flamenco) pensata da Giorgio Armani per Joaquín Cortés.

La terzultima parte della mostra è “Marras da sogno” dedicata al lavoro fatto dallo stilista sardo per  un remake del 2008 di “Sogno di una notte di mezza estate”. Gli abiti, dall’aria un po’ gotica ma comunque moderna, evocano le atmosfere visionarie della commedia di Shakespeare

A seguire abbiamo “Made in Italy diventa Teatro”, volto a celebrare i costumi disegnati da Romeo Gigli, Valentino, Alberta Ferretti ed Enrico Coveri, rispettivamente chiamati a realizzare i costumi per “Il flauto magico”, “The Dream of Valentino”, la “Carmen” e “Il grande Gatsby”.versaceteatro4

L’ultima sezione dell’esposizione è “Versace Teatro”, interamente dedicata al lavoro che lo stilista ha compiuto per numerose opere teatrali. Versace reinventa il passato per i più celebri registi e coreografi del mondo come Maurice Béjart, Robert Wilson, Roland Petit e William Forsythe. Tra gli abiti troviamo quelli realizzati per il già citato “Capriccio” a cui si aggiungono quelli della “Salomè”, sempre di Strauss, e di altri récital lirici come “L’uccello di fuoco” di Diaghilev. Per quest’ultima opera è stato realizzato un coloratissimo tutù multistrato, ornato da piume rosse, indossato su una calzamaglia dipinta a mano.

Questo è solo un assaggio di quello che troverete alla mostra. Se volete saperne di più, se volete emozionarvi recatevi alla Fondazione Roma Museo, dove sarà possibile ammirare gli splendidi capolavori creati dalla moda italiana per il teatro fino al 5 dicembre prossimo.

 

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