MODA/ Born To Be Wild: l’esplosione dell’animalier.

Le passerelle autunno-inverno consacrano definitivamente le stampe a fantasia animale rendendole un must have irrinunciabile. “Born to be wild” cantavano gli Steppenwolf  nel ’68. Quest’anno a farlo sono gli stilisti con le loro collezioni dominate dall’animalier e dalla loro voglia di essere un po’ “selvaggi”.

moschinoccLe stampe a fantasia animale ne hanno fatta di strada quando per la prima volta sfilarono da Christian Dior nel 1947. Col passare del tempo sono divenute nell’immaginario collettivo simbolo di sensualità e trasgressione. Negli ultimi anni si sono andate sempre più affermando, fino a raggiungere l’apice. L’animalier non è più riservato esclusivamente a situazioni erotiche, e ormai fa parte della quotidianità.

La stampa animalier per eccellenza è il leopardato. Nessuno stilista ha rinunciato ad averne almeno un po’ per le proprie creazioni. In primis Dolce & Gabbana, che da anni scelgono questa fantasia per i loro capi. Se per la passata stagione estiva avevano creato la linea Happy Leo declinando in tante tonalità la famosa stampa, quest’inverno si sono orientati sul classico. Le macchie in beige e marrone compaiono sui leggendari abiti a bustier, sui body dall’aria Fifties e sulle décolletés. Proposta da imitare: maglia stampata su gonna nera a pois bianchi.

Anna Molinari da Blugirl sceglie toni neutri, perlopiù marrone e oro, per i suoi mini-abiti e per i suoi accessori, come i sandali con massiccio tacco in legno e le borse.

Moschino si diverte con l’ecopelliccia leopardata ed oltre a creare splendidi cappotti e giacche, realizza una accessorio spiritoso adatte alle più giovani. Si tratta di un copricapo a cuffia con tanto di orecchie feline. Molto originale.

Balmain accosta l’animalier al suo inconfondibile stile glam-rock. Il risultato è un minidress attilato in stampa leopardo con inserti di catene dorate.

Se il vostro è un look più classico non disperate, i re dell’eleganza hanno pensato a voi. Giorgio Armani, Salvatore Ferragamo ed Hermès non rinunciano al trend di stagione e distribuiscono l’animalier in piccoli tocchi. Solo accessori e soprabiti si vestono di leopardato, lasciando il total look a casa.

Agli antipodi la scelta di Blumarine: sì all’animalier dalla testa ai piedi. Abbiamo tante fantasie ed ogni singolo capo è declinato in ognuna di esse. Persino gli stivali a metà polpaccio con tacco alto. La stampa preferita dalla Molinari è senza dubbia lo zebrato, il quale regna incontrastato nella collezione. Diffusissima negli anni Settanta anche per l’arredamento, questa fantasia si presta ad essere la più elegante tra quelle a tema animale.cavallitigre

Roberto Cavalli, grande amante dell’animalier, non va mai per il total look, ma preferisce realizzare singoli capi davvero originali, come il giubbino in pelliccia con stampa tigre in bianco e nero. Come Valentino aveva fatto negli anni Sessanta, anche Cavalli sceglie la fantasia giraffa e la usa per una camicia in seta, sempre in bianco e nero. In generale lo stilista preferisce abbinare queste stampe a tinte vivaci e a tessuti molto diversi tra loro, come appunto la pelliccia e la seta.

Le collezioni invernali segnano anche il ritorno del pitone, più discreto delle altre stampe “colleghe”. Indicato maggiormente per gli accessori, il rettile è stato scelto da Burberry Prorsum per i suoi cuissardes, da Francesco Scognamiglio e Alexander Wang per le loro pochette. Il duo composto da Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, da Valentino, opta per questa fantasia per delle décolletés a punta decorate da borchie.

L’animalier è must have e se volete indossarlo dovete ricordare che esso si presta facilmente ad essere volgare. Per cui anche se siete audaci evitate total look eccessivi e spezzate il tutto con qualche accessorio colorato. Se non siete pronte vi consiglio di scegliere solamente un capo e di farlo vostro, come ad esempio una sciarpa, in modo tale da rompere con la monotonia.

Io stessa ritenevo l’animalier inguardabile, ora non posso più farne a meno.

 

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