Manolo Blahnik: storia, segreti e un libro, Manolo’s New Shoes

Manolo Blahnik? Un genio! Shoemaker per passione, deve la sua fortuna a Diane Vreeland. Da poco è uscito l’ultimo libro-omaggio all’artista, Manolo’s New Shoes.

 

“My shoes are not fashion, they are gestures.”

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Manolo Blahnik può essere considerato uno degli ultimi shoemaker perchè realizza scarpe per il piacere di farlo, e non per il semplice scopo di dar vita a nuove tendenze e di vendere. Blahnik sa il fatto suo: il suo successo è dovuto ad anni e anni di cura e attenzione alle forme e ai dettagli, al fatto che ogni singola creazione è solo opera del suo genio e perchè segue personalmente, passo dopo passo, la produzione di ogni singolo modello, a Vigevano.

Non è mai stato schiavo dei trend di stagione, ha sempre fatto di testa sua, il tutto con risultati strabilianti. Ciò si evince dal fatto che i suoi modelli non siano cambiati di una virgola in quarant’anni di carriera, cambia il tacco, che può essere a spillo e basso, oppure a stiletto, sottile ed elegante, di 11 centimetri.

I suoi negozi sono sparsi per tutte le città del mondo, da New York a Madrid, passando per Dubai fino ad arrivare a Singapore. Inoltre sono molte le catene che hanno deciso di vendere le creazioni di Manolo:  Bloomingdales, per cui ha creato la sua prima collezione per gli Stati Uniti, Saks Fifth Avenue, Neiman Marcus, Nordstorm e Bergdorf Goodman.

Classe ’42, nato nelle Isole Canarie, da madre spagnola e padre ceco, ne ha fatta di strada da quando i suoi genitori volevano per lui una carriera da diplomatico e lo mandarono a Ginevra a studiare Legge. Presto egli capì che doveva inseguire tutt’altri sogni e si dedicò all’architettura e alla letteratura. Nel ’65 si trasferì a Parigi, dove lavorava in una boutique vintage e frequentava la Ècole des Beaux-Arts. In seguito si trasferì a Londra, ma  è stata New York a segnare in maniera decisiva la sua carriera. Qui, infatti, incontrò l’allora redattrice capo di Vogue America, Diane Vreeland, la quale lo incoraggiò a focalizzare la sua attenzione sullo shoe-design.

Ritornato in Inghilterra, iniziò a creare scarpe per un negozio da uomini, Zapata. Il lancio nel mondo della moda è avvenuto quando Ossie Clark gli chiese di disegnare dei modelli per la sua collezione. Nel ’73 comprò Zapata e aprì il suo primo negozio lì, realizzando calzature da donna, in quanto creare scarpe per uomini, cosa che ha fatto poi nel 2008, e che a detta sua, è terribilmente noioso.

Da allora tutti volevano sapere di più su di lui, collaborare con lui e conoscere le sue creazioni. E’ stato insignito di moltissimi premi e onorificenze, tra cui la Medaglia d’Oro per le Belle Arti da Juan Carlos I di Spagna e il titolo di Comandante dell’Impero Britannico dalla regina Elisabetta II. A lui il Design Museum di Londra ha dedicato un’intera mostra nel 2003, accompagnata dall’uscita di Drawings, edito da Thames & Hudson, che raccoglie 134 disegni dell’artista, dagli anni Settanta in poi, insieme ai commenti di Naomi Campbell, Paloma Picasso, Kate Moss e Bianca Jagger, grandi  estimatrici e consumatrici del marchio. L’introduzione è stata scritta da nomi della moda del calibro di Anna Wintour, Andrè Leon Talley e Anna Piaggi.

Altro omaggio al maestro è stato fatto da Eric Boman, suo grande amico, con il libro Blahnik By Boman: Shoes, Photographs, Conversation, pubblicato nel 2005, è una vera e propria conversazione fotografica di 150 scatti intriganti, come si evince dal titolo. L’anno successivo è la volta del cinema: Milena Canonero, costumista di Marie Antoinette di Sofia Coppola, gli chiede di realizzare le splendide decolletes di satin della regina.

Sebbene ha dichiarato di non aver mai guardato una singola puntata, a renderlo un’icona è stata la serie Sex And The City, la cui protagonista, Carrie Bradshaw (Sarah Jessica Parker), aveva decisamente un’ossessione per le Manolo, che in alcuni episodi la fanno da padrone. Di certo il momento più memorabile è quando Mr. Big, nel primo film tratto dalla serie, le chiede di sposarla porgendole come diamante un paio di decolletes blue di satin, con applicazioni di cristalli, le Something Blue, appunto. La risposta non poteva che essere sì.

Ultimo regalo per le sue fan di tutto il mondo è Manolo’s New Shoes, edito sempre da Thames & Hudson, che uscirà il 6 settembre. Il libro mostra 170 nuove illustrazioni, tra disegni e bozzetti, organizzate per esprimere al meglio le passioni dello shoemaker: cinema, storia dell’arte, architettura, teatro e natura. Anche stavolta non manca l’apporto di grandi nomi, tra cui troviamo: Suzy Menkes, fashion editor dell’Internazional Herald Tribune, Carlos García-Calvo de El Mundo e Amy Fine Collins di Vanity Fair.

Questo libro è l’ennesima prova che il suo nome è ormai sinonimo di innovazione, originalità, lusso ed eleganza, nonché di elevata qualità. Ovvero dei motivi per cui tutti amiamo Manolo Blahnik.

“Manolo Blahník’s shoes are as good as sex…and they last longer.” – Madonna

 

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