ITTIERRE/ Pronta una nuova stagione di successi

L’addio di Cavalli e il mancato accordo con Frankie Morello non sembrano aver abbattuto l’ottimismo dell’amministratore delegato Antonio Bianchi, che ha da poco ottenuto la licenza per produrre e a distribuire la linea donna di Fiorucci, di cui fa parte anche un’esclusiva capsule collection con Naomi Campbell.

 

di Francesca Di Iullo

itrNonostante non siano stati risolti tutti i problemi interni, l’Ittierre sembra essere pronta a vivere una stagione di successi, come non accadeva da tempo. Dal 2009 alcuni dei marchi più importanti hanno revocato i contratti con l’azienda di Pettoranello del Molise: prima Malo e poi Versace, passate rispettivamente ad Evanthe Srl e al Gruppo Facchini. A gennaio la situazione è precipitata con la decisione di Roberto Cavalli di affidare la Just Cavalli allo Staff International di Renzo Rosso, patron della Diesel. Il designer fiorentino ha voluto recidere il contratto con l’azienda molisana per rilanciare la sua linea casual e aumentarne il fatturato da 80 a 250 milioni di euro annui. Lo Staff International gli è sembrata la destinazione più consona dato l’enorme successo riscosso dai marchi del gruppo: Maison Martin Margiela, Marc Jacobs Men, Vivienne Westwood, Viktor & Rolf e Dsquared2. Insomma le maison che stanno dettando e detteranno la moda del futuro. Dopo i tentativi di far rimanere Cavalli, l’Ittierre ha comunque ottenuto il rinnovo delle licenze per gli accessori in seta, le linee mare e intimo.

Per colmare il vuoto lasciato dalla partenza delle tre firme si è parlato di possibili contratti con John Richmond, Frankie Morello, Dirk Bikkembergs, nonché di una partecipazione alla produzione di maison d’alta moda in Francia e negli Stati Uniti.

I risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Proprio a marzo l’azienda sembrava essere vicina alla conclusione di un accordo con Frankie Morello, marchio nato nel 1999 dal talento del duo formato da Maurizio Modica e Pierfrancesco Gigliotti. Ma Bianchi alla fine ha rifiutato a causa della presenza di numerosi rischi. D’altro canto, il duo ha voluto continuare a riporre la propria fiducia alla Gilmar, grazie a cui arricchiranno la propria linea con la produzione di accessori, borse, piccola pelletteria e apriranno un negozio monomarca a Doha, nel Qatar.

Nonostante le mancate collaborazioni, la crisi, la nuova gestione, i licenziamenti, il malcontento di lavoratori, fornitori e fasonisti le speranze di un futuro più roseo e vincente non sono state scalfite.

Ad aprile è stata annunciata una collaborazione per Balmain con il lancio di una linea a buon mercato dell’omonima griffe. Si tratta della Pierre Balmain, chiamata così in onore dell’omonimo stilista che fondò la sua maison nel 1945. L’idea è quella di lanciare una collezione connotata dallo stesso stile glam rock della prima linea, ma a prezzi decisamente più accessibili. Al momento si sa solo che saranno creati abiti sia da donna che da uomo, sotto l’occhio vigile del direttore creativo del marchio Olivier Rousteing e che molto probabilmente la linea sarà presentata durante la New York Fashion Week della primavera-estate 2012.

Costume National ha deciso di affidare all’Ittierre, già detentrice di C’N’C, linea casual del marchio, la distribuzione globale delle sue creazioni attraverso la realizzazione di filiali  di vendita in Europa, Stati Uniti ed Asia.

L’azienda molisana non si ferma qui. Da poco è stata acquistata quella che sarà una sua nuova sede: si tratta di un palazzo appartenuto a Bottega Veneta, sito a Milano in Viale Piceno. Inoltre, secondo recenti indiscrezioni, Bianchi ha deciso di contattare l’ex manager Antonio Arcaro dichiarando: “Dopo sei mesi di intensa attività aziendale ho deciso di confrontarmi con una persona radicata nel territorio, con una grande esperienza maturata presso le aziende più importanti nel settore e soprattutto con chi è stato un pezzo di storia dell’Ittierre”.

Di qualche giorno fa è la notizia della conferma dell’accordo con Elio Fiorucci per la produzione e la distribuzione della linea femminile a partire dalla primavera-estate 2012. Il marchio va così ad aggiungersi ai citati Pierre Balmain e C’N’C Costume National, GF Ferrè, Ermanno By Ermanno Scervino, Galliano e ACHT (jeans, t-shirt e felpe “Made in Ittierre”).

Fiorucci, che ha fondato la sua iconica griffe nel 1967 rivoluzionando il concetto di moda con le sue ispirazioni pop, ha deciso di tagliare i ponti con la Edwin, ditta giapponese non troppo amata dallo stilista, a causa soprattutto di alcune recenti vicende sulla registrazione del suo nome a scopo commerciale senza il suo consenso.

Controversie a parte, ciò che sembra davvero destinato a far riscuotere successo all’Ittierre e al rilancio di Fiorucci saràitrnaomi una capsule collection realizzata con Naomi Campbell.

La top model britannica è assolutamente elettrizzata per il progetto con Fiorucci: “E’ un marchio così iconico che ho pensato potesse essere una grande opportunità. E lo è stata.”.

La linea comprenderà quindici modelli di jeans, disponibili in quattro varianti e quattro lavaggi particolari, proprio secondo le volontà della modella che adora il denim e che ha affermato: “I jeans sono come la pasta: un pezzo basic. Sta a noi interpretarli in modo diverso ogni volta, giocando con gli accessori.”.

A  questa collezione se ne aggiungerà un’altra composta da cinque t-shirt stampate con altrettante copertine raffiguranti la “Venere Nera” per i-D Magazine. La scelta non è stata casuale: nel 1982, la rivista con l’ “occhiolino” iniziò la sua avventura italiana proprio dal Fiorucci Store milanese.

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