Consumo critico e sostenibile: ripartire dall’ambiente

falacosagiusta_apreNel week-end si è svolta la fiera sul consumo critico e sostenibile. Con un imperativo: ripartire dall’ambiente.

 

Fare la cosa giusta, il più delle volte, equivale a suggerirne una davvero semplice. Dal miele biologico a un modo sostenibile di spostarsi, passando tra barrette da doccia naturali a progetti equo-solidali, tra gli stand di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili organizzata dalla rivista Terre di mezzo a Milano, circola l’idea di migliorare la qualità della nostra vita, rendendola più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che da quello economico.

La chiave sta nel prendersi la responsabilità dell’iniziativa: «Oggi – spiega Elena Parasiliti, direttrice del magazine Terre di mezzo – fare la cosa giusta è scegliere un ambito della vita in cui realizzare un piccolo cambiamento. Per esempio, utilizzare i mezzi alternativi per andare al lavoro, oppure ritornare a fare la spesa al negozio sotto casa, o alla cascina in campagna per avere i prodotti biologici a chilometro zero». «Fare la cosa giusta – aggiunge – è condividere in rete le nostre conoscenze e i nostri saperi, per aumentare l’autoproduzione e semplificare la nostra vita in relazione alle necessità».

Spaziando tra le sezioni tematiche che vanno dalla cosmesi naturale all’arredamento riciclato, il programma culturale della fiera, patrocinata dal comune di Milano, ospita oltre 700 espositori e 167 tra laboratori, incontri e spettacoli. Istituzioni, aziende, cittadini, associazioni ed enti presentano le proprie “buone pratiche” per un cambiamento virtuoso del nostro modo di produrre, consumare, governare e divertirsi, raccontando a tutti che esiste un modo per riappropriarsi di sé e dell’ambiente: «Non vogliamo procedere barricandoci nell’ideologia – prosegue Elena Parasiliti -, l’obiettivo di Terre di mezzo è quello di narrare i semi di futuro che la società non riesce a vedere, farli germogliare, aiutarli a crescere e custodirli. Questa è l’unica realtà possibile, l’unica risposta alla crisi di valori che stiamo attraversando, tanto che proprio l’ambiente è diventato un patrimonio anche per le campagne politiche. Credo che l’unica alternativa alla crisi sia prendere in mano la situazione e cambiare il modo di consumare».

Ogni singolo, dunque, può contribuire alla rinascita armonica dell’intero ambiente: questo accade anche concretamente durante la fiera, dove lavorano 350 volontari e cento bambini delle scuole elementari fanno domande non sempre facili all’assessore all’Istruzione del Comune di Milano, Francesco Cappelli. «Questo progetto – conclude la direttrice di Terre di mezzo – tra laboratori e incontri a cui partecipano molte persone, dimostra che i semi del futuro sono vivi più che mai. Personalmente, trovo che i temi della partecipazione politica e della mobilità sostenibile siano importantissimi per vedere nascere e crescere il nostro domani».

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Vocidimilano.it 

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