Arrivano i lavori anti crisi

Si diffondono le reti online di freelance che offrono servizi a 5 euro. Intervista al fondatore di Cinquee.it.

 

La crisi c’è, si fa sentire sempre più e di soluzioni sembrano non arrivarne. Allora capita che ci sia chi, pur di raggranellare qualche soldo, proponga di arrivano_i_lavori_anticrisifarecerti lavori alla modica cifra di… 5 euro. Sì, al pari di un pacco di sigarette, quanto due colazioni al bar e quanto il costo di una pizza Margherita da portare via.

Forse ne avrete sentito già parlare perché non si tratta di una novità, ma di una tendenza che abbiamo importato dagli Stati Uniti dove uno tra i siti più famosi che fanno da “intermediazione” tra chi offre dei lavoretti a 5 euro e chi li “acquista” è fiverr.com.

In Italia i cosiddetti marketplace prendono il nome di cinquee.it, nonsolocinque.it o di Solo5 euro. Ma questi annunci sono veri? Si tratta di lavoro svenduto o c’è dietro dell’altro? Prima di chiederlo a Filippo Della Bianca, cofondatore di cinquee.it, ho cominciato a fare qualche ricerca, mi sono registrata sul sito in questione e ho fatto la mia richiesta – il tutto tramite il sito – per un corso di dizione (può sempre servire!) a 5 euro. Ho aspettato una manciata di ore, poi di giorni e niente. Cominciavo quasi a dubitare, quando invece ho visto un altro annuncio che poteva interessarmi: compilazione di tabelle di lavoro in excel a 5 euro (sembra facile come programma, ma ha tante doti nascoste a chi non lo usa quasi mai).

Ho contattato l’inserzionista e in effetti per la prima tranche di tabelle il prezzo era quello: 5 euro. Se però avessi avuto bisogno d’altro, ci saremmo dovuti accordare a seconda dall’impegno e dell’inserimento dei dati. E in effetti come ci dirà Della Bianca, quello dei microlavori è spesso un trampolino di lancio, un’occasione per fare incontrare un certo tipo di domanda e offerta, ma soprattutto per fare in modo che chi non riesce a farsi conoscere come “professionista”, possa avere un’occasione per farlo.

Perché un sito del genere? “L’idea è nata dall’americano fiverr.com e il nostro è il primo in Italia. E’ nata da un bisogno: io e gli altri soci siamo dei web designer e avevamo bisogno sempre di qualcosa che non sapevamo fare che riguardava la grafica, la scrittura ecc…così ci siamo imbattuti nella versione americana dei lavori a 5 euro. Quello che è successo a noi, capita di continuo: c’è tanta gente che ha bisogno di piccoli lavori, piccoli ritocchi e non sa a chi rivolgersi. Visto che il mercato dei microlavori era inesplorato abbiamo dato vita al sito. A mio modo di vedere, ci sono tante professionalità che per svariati motivi non iniziano a lavorare in alcuni settori o magari manca loro quel guizzo per proporsi. Cinquee fa da trampolino di lancio“.

Ma in un Paese dove non si trova lavoro questo lavorare a basso costo non è un po’ un controsenso, un modo per svilire la propria professionalità? “No, come dicevo, è solo l’inizio, c’è la possibilità, sempre tramite il sito, di fare altri 5 lavori extra per i quali si può determinare il prezzo. Uno dei nostri utenti (in tutto 5mila iscritti verificati) più “ricercati” fa la ghostwriter, ossia scrive libri per conto di altri. Magari scrive il primo capitolo a 5 euro e poi alza il prezzo del suo lavoro, sempre senza esagerare e restando nell’ambito dei microlavori.

Tra l’altro, è stata contattata da una donna che voleva raccontare la storia della malattia del figlio, voleva farne un libro, non sapeva come fare e ha trovatoarrivano_i_lavori_anticrisi.2jpg così quello che le serviva. Su cinquee ci sono lavori di tutti i tipi, ma quelli che vanno per la maggiore (anche se non arriviamo ai livelli americani), sono quelli a distanza che prevedono l’uso di computer, internet, grafica. Per gli altri c’è minore richiesta e questo perché forse la gente tende a non fidarsi.

Comunque, avere un prezzo basso iniziale fa sì che l’acquirente possa anche constatare il tipo di servizio”. Voi riuscite a verificare chi c’è dietro i lavori, insomma a monitorare gli annunci? “Diciamo che c’è un doppio sistema di monitoraggio: da un lato c’è quello da parte nostra che manualmente controlliamo la veridicità e la fattibilità degli annunci. Mi spiego meglio: verifichiamo che non ci sia niente di illegale, né richieste ambigue come quelle di casting fotografici di un certo tipo ecc..

Poi ci sono gli utenti stessi che segnalano gli abusi in modo che noi possiamo bloccare chi si comporta in modo scorretto. Il servizio che offriamo è completamente gratuito, mentre prima prevedevano una commissione di 50 centesimi per lavoro. L’abbiamo tolta per aumentare il numero di utenti, ma abbiamo attivato una sorta di “pacchetto”: chi vuole tenere in evidenza il proprio annuncio paga 5 euro per una durata di 55 giorni. E’ una sorta di esperimento che vogliamo vedere come va. Cinquee non è un vero e proprio business, io e gli altri soci abbiamo altri interessi (Filippo è owner di diggita.it, ndr)”. Ok che si tratta di cifre basse, ma come avviene il pagamento?

“All’inizio avevamo previsto solo la modalità Paypal, adesso sono le persone chiamate in causa ad accordarsi. Si può pagare con ricarica telefonica, bonifico, postepay ecc…Qualche volta capita, anche se raramente, che qualcuno non paghi., in tal caso se possiamo facciamo da mediatori”. E come si spiega che ho contattato un utente senza mai ricevere risposta? “Questo dipende dal fatto che c’è chi mette il proprio annuncio, controlla le eventuali richieste i primi giorni e poi non va più a guardare. Nonostante arrivino le segnalazioni sulla sua posta, non vede i messaggi e quando se ne accorge chiede se è ancora in tempo per soddisfare le richieste. Diciamo che siamo una sorta di e-bay dei microlavori, con i suoi pro e i suoi contro”.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Cristina Maccarone su Finance.yahoo.com

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