TINTILIA DEL MOLISE/ Un’emozione da gustare…

Gli abbagli delle etichette e i tromboni mass-mediatici dicono poco o nulla sulla qualità del vino.  Narrazioni pubblicitarie ci descrivono zelanti cantinieri che fanno riposare il loro vino in cartone in perfette cantine. In cartone! Marketing a parte, solo con la degustazione possiamo attribuire al nettare di Bacco un giudizio di valore. Ci occuperemo, quindi, di tutto ciò che riguarda la degustazione dei vini cercando di far comprendere ai potenziali degustatori il procedimento tecnico che avviene per riconoscere un buon vino da un altro. Questo e tanto altro ancora…

di Pio Giannini

annusare-vinoDegustare significa coinvolgere i sensi percettivi: olfatto, gusto e vista si configurano come strumenti euristici, di analisi e conoscenza. Del resto anche le rilevazioni chimiche possono fornire solo una visione parziale e frammentaria del vino: misurazione del PH o della quantità di zuccheri; inferenze logiche e giudizi di sintesi spettano solo all’essere umano.

Allora se in questo mondo non siamo stati  ancora del tutto sostituiti  dalle macchine, compriamoci la nostra bottiglia e beviamola, prendendoci così una bella rivincita contro i robot.

Cantine Salvatore, Tintilia 2006

Che emozione la Tintilia del Molise! In degustazione c’è l’ottima Tintilia di Cantine Salvatore annata 2006. Appena versato nel calice si mostra con cromatismi rubino-granato; la tessitura del colore è densa e cupa. Oscillando il bicchiere, il liquido si muove pesante, segnalando un’ottima consistenza. E’ un vino che sorprende perché completo ed integro nell’espressività gusto-olfattiva.

I profumi fruttati rimandano ai piccoli frutti rossi e la lieve sfumatura di prugna si rende intrigante al naso. Poi ampio spazio al piacere: bilanciandosi elegantemente si mostrano sentori di tabacco, vaniglia e nuance di cioccolato nero. Il corredo aromatico è arricchito da una lieve mineralità.

L’assaggio non delude le valutazioni olfattive: in bocca è morbido nonostante conservi una e gradevole freschezza: il corroborante frutto delizia tutto il palato grazie anche al buon lavoro del tannino, non irruento. Vino di grande struttura, merita di essere ascritto tra i grandi vini rossi italiani.


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