INDUSTRIA ALIMENTARE/ A.A.A. : cercasi lavoratori

Se esiste ancora una speranza di lavorare in Italia lo si deve soprattutto all’industria alimentare, un settore che raggiunge un export di oltre 23 mld l’anno circa segnando crescite anche del 10% annuale, numeri che vanno in controtendenza con la crisi visto che gli italiani almeno non rinunciano al cibo e ad un buon piatto di pasta, anche perché bisogna pur mangiare.

di Federico Succi

industria_alimentare_cerca_lavoratoriEd è proprio per questo motivo, principalmente, che dopo due anni di assunzioni bloccate, sette aziende alimentari su dieci hanno intenzione di assumere allargando il proprio staff a disposizione. Questo è quanto emerge da un sondaggio effettuato dalla Federalimentari-Format Research nel corso del forum sui giovani. I dati nello specifico analizzano l’ultimo biennio e mentre il 2011 si è chiuso con quasi 2000 dipendenti in meno, per il 2012 il numero dei lavoratori è rimasto assolutamente invariato e addirittura nel terzo trimestre sono previste nuove assunzioni.

Le figure più ricercate sono quelle di esperti di marketing, ma si stanno facendo largo nuove professione come quella che può riguardare l’analisi del gusto. Il prodotto italiano si sa che è ricercato in tutto il mondo e quindi questa crescita non deve sorprendere più di tanto, forse quelli che non l’apprezzano in pieno siamo proprio noi italiani, visto che pare che in Italia ogni anno vengono buttati oltre 12 miliardi di cibo di cui oltre la metà direttamente dai consumatori o perché si sono guastati o sono avanzi non riutilizzati. Sicuramente anche in questo settore come in tanti altri ci sono i problemi, i principali a cui l’azienda alimentare italiana va incontro sono quello dell’italian sounding e della contraffazione vera e propria.

L’italian sounding è un tipo di contraffazione che utilizza un nome che suona italiano violandone così la sicurezza alimentare, per fare un esempio un tipico caso di italian sounding può riguardare il Parmigiano in Italia che in brasile si chiamerà Parmesao e così via. Altro tipo di problema a cui il settore alimentare va incontro, secondo quanto emerso da un indagine della Federalimentari, è la contraffazione vera e  propria che consiste nella falsificazione illegale delle denominazioni geografiche e dei “marchi” aziendali con riferimenti ingannevoli alle suddette aziende, facendone così perdere la bontà e la genuinità del prodotto.

Ecco perché secondo Filippo Ferrua Magliani, Presidente della Federalimentari, è necessario che lo Stato aiuti queste aziende al fine di incentivare le esportazioni e gli investimenti promozionali all’estero in modo da poter combattere questi tentativi di minare e falcidiare la famosa e rinomata  industria alimentare italiana. Ed ecco perché si ha bisogno di giovani che portino nuove idee e soprattutto forze fresche.

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