Trentenni in crisi, come trovare un lavoro green

lavoro green ecco come trovarlo

Finalmente è nato un sito che aiuta a trovare un lavoro con una forte attenzione all’ambiente, a orientarsi nel mare delle opportunità e soprattutto a formarsi, come scrive NonSprecare,  secondo le reali offerte sul mercato in questo settore.

COME TROVARE UN LAVORO GREEN. Volete un lavoro green? Finalmente è nato uno sportello, innanzitutto sul web, che vi aiuta a trovarlo, a orientarvi nel mare delle opportunità, a formarvi secondo i vostri obiettivi e le reali offerte sul mercato. Detti così, sembrano slogan di una pubblicità, ma in realtà sintetizzano una storia vera, autentica, e dunque molto utile. Stiamo parlando di un gruppo di ragazzi milanesi, trentenni, che hanno messo in piedi un’associazione, Greenin People, e uno sportello web, Greenjobs.it, dedicati proprio ai lavori verdi. Questi ragazzi hanno in comune tre cose interessanti: una forte passione per i temi dell’ambiente e della sostenibilità, una buona esperienza all’estero però con biglietto di ritorno (adesso sono in Italia, a Milano), e innanzitutto una grande voglia di lavorare e di far lavorare, senza piangersi addosso.

GREEN JOBS. Matteo Plevano, il presidente, è uno psicologo del lavoro con tanto di master in Human Resources; Alessandro Pacilio, il vice presidente, ha fatto all’estero studi umanistici, dalla filosofia alla politica e ha una particolare passione per la fotografia e le nuove tecnologie; Valentina Lo Savio, il segretario, si è formata in America e in Gran Bretagna in materie legate alla comunicazione, alle lingue e al marketing sul web. Insomma: una squadra di facce fresche, di quei giovani che nell’Italia della disoccupazione record sorprendono per energia e ambizioni.

DOVE TROVARE LAVORO. Lo sportello sviluppa esattamente l’attività che dovrebbero fare i nostri Servizi per l’impiego, i noti Uffici di collocamento, che invece sono quasi sempre dei piccoli monumenti del nulla, con sprechi di risorse pubbliche. E le opportunità sono dietro l’angolo, visto che in Italia ci sono già 3 milioni e 700mila lavoratori green (il dato è di Unioncamere), ma il 38 per cento delle assunzioni programmate nell’industria e nei servizi per il periodo 2014-2015 è previsto in aziende che investono in sostenibilità, in impatto ambientale e in generale nella riduzione degli sprechi.

Nell’industria alimentare green, per esempio, la propensione alle assunzioni è tripla rispetto al “non green”, e lo stesso rapporto si registra nel tessile, nell’abbigliamento, nella chimica. Poi ci sono settori di enormi prospettive: dall’agricoltura, al turismo, passando per tutta la filiera dell’efficienza energetica e della riduzione di sprechi negli edifici pubblici e privati, come nelle stesse fabbriche.

UN MODELLO DA ESPORTARE. Servono, e devono essere formati o riconvertiti, lavoratori specializzati nei progetti di software o nella creazione di strumenti informatici per la gestione di sistemi ambientali ed ecologici. Ma c’è spazio anche per mestieri tradizionali, di profilo artigianale, legati al green, e quindi al riuso e al non spreco di materiali e di scarti.

E c’è spazio per eco-avvocati, esperti cioè in materia di legislazione ambientale, molto complessa e talvolta confusa.

C’è lavoro, insomma, e i ragazzi di Greenjobs.it aiutano a trovarlo: forse è il caso che qualcuno li imiti, nella creazione dello sportello reale (a Milano) e virtuale (sul web), in altre regioni italiane, a partire dal quelle del Sud.

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