Tfr in busta paga, una truffa: chi lo richiede pagherà più tasse

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Il Tfr in busta paga? Secondo quanto riportato da Antonio Barbato, consulente del lavoro, per Fanpage.it sarà un boomerang che si ritorcerà contro chi lo richiede: ecco perchè.

La legge di Stabilità 2015 contiene la norma riguardante il TFR in busta paga. Può essere richiesto dai dipendenti del settore privato e nel periodo da marzo 2015 a giugno 2018. La scelta però non è revocabile. E la tassazione applicata è quella ordinaria invece di quella separata. Il lavoratore paga maggiori imposte Irpef, più tasse, se ha un reddito superiore a 15.000 euro. Vediamo a chi conviene il TFR nel cedolino mensilmente.

CONVIENE IL TFR IN BUSTA PAGA MENSILE? – Chiarito gli aspetti generali della facoltà concessa ai lavoratori di richiedere il TFR erogato in busta paga mensile nei cedolini da marzo 2015 a giugno 2018, vediamo ora l’analisi di convenienza, visto che la tassazione è diversa.

La tassazione è ordinaria se il TFR è inserito nelle buste paga mensile, mentre sarà a tassazione separata se il TFR viene pagato a fine rapporto di lavoro. 

Un primo studio della Fondazione dei Consulenti del Lavoro, parere n. 3/2014, ha dimostrato che sopra i 15.000 euro di reddito si perdono 50 euro in tasse all’anno, per un totale di 166 euro fino al 2018. E questo fino a 28.650 euro.

Sopra i 28.650 euro di reddito imponibile fiscale, la tassazione ordinaria sul TFR in busta paga rispetto alla tassazione separata del TFR se il lavoratore ricevesse il pagamento del trattamento di fine rapporto appunto alla fine del rapporto, diventa poco conveniente.

Con 33.000 euro di reddito, si può ricevere circa 118 euro netti in più in busta paga, ma per effetto della tassazione ordinaria in luogo di quella separata, si paga un’imposta Irpef annuale maggiore di 300,74 euro. E fino al 30/06/2018 la perdita economica è di 1.002 euro. Il TFR mensile spettante infatti, applicando la tassazione separata, non sarebbe di 118 euro ma di 143 euro, una bella differenza. Il TFR in busta paga pertanto può convenire solo a chi ha redditi che non comportano le aliquote Irpef più elevate.

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