Svizzera shock: “Qui lavora solo personale residente.” La storia del comune che caccia gli stranieri

Nel Canton Ticino c’è un piccolo comune di 2600 abitanti finito agli onori delle cronache per una clamorosa decisione del sindaco: favorire l’occupazione lavorativa solo a personale residente. “Qui lavorano solo i ticinesi. Ma non è razzismo”, specifica il primo cittadino.

 

Cominciamo da alcuni dati importanti che, probabilmente, sono alla base della clamorosa iniziativa del Sindaco di Claro, comune di 2600 abitanti nel Canton Ticino.

Il numero di transfrontalieri in Ticino, persone non residenti che entrano in Svizzera al mattino ed escono la sera, solo per motivi di lavoro, negli ultimi anni è cresciuto di circa il 5%. E molto spesso si tratta di italiani che trovano nella nazione confinante un’occupazione, seppur con una retribuzione più bassa – rispetto ai pari grado svizzeri – del 20%.

Risultato: a Claro la disoccupazione è del 4% circa, una percentuale irrisoria per gli italiani, molto alta per gli svizzeri. Che, fatti due conti, hanno capito che quel 4% di disoccupati corrisponde, più o meno, alla percentuale di occupati italiani transfrontalieri.

Tanto è vero che il sindaco Roberto Keller, dopo aver parlato di emergenza lavoro, si è sfogato: “Il problema lavoro per noi era gravissimo ed è peggiorato dopo che il franco svizzero e l’euro hanno raggiunto la parità“, ha dichiarato al Corriere della Sera.

Il caso è scoppiato dopo la clamorosa iniziativa comunale di creare un adesivo per “indicare il rapporto che c’è, all’interno di una ditta, fra il personale residente in Ticino e quello proveniente dall’estero (frontalieri)“, racconta il portale del Ticino Tio.ch . “Noi impieghiamo personale residente” recita l’adesivo voluto dal Municipio che, per incentivare l’assunzione di personale indigeno e, di conseguenza, abbassare il tasso di disoccupazione, ha scelto di attribuire gli appalti pubblici e i mandati a quelle ditte locali che maggiormente impiegano personale residente in Ticino. Il cartello riporta anche la percentuale da spuntare – compresa tra il 20 e il 100% – all’azienda che lo espone, in base alla sua ‘purezza’.

Secondo gli svizzeri è un’iniziativa positiva, secondo alcuni italiani si tratterebbe di razzismo. Punti di vista su cui poter discorrere in eterno ma resta un dato di fatto: ora la disoccupazione a Claro è praticamente inesistente.

Razzismo? No, non si tratta di questo”, dice il sindaco Keller al Corriere. “So che questa soluzione può apparire antipatica, soprattutto da parte parte di voi italiani. Ma noi l’abbiamo adottata in ottica di trasparenza. Il razzismo non c’entra niente. Spesso mi sono sentito dire che persone preferirebbero spendere qualche franco in più per l’acquisto di beni e servizi se almeno sapessi che vanno ad arricchire l’economia ticinese e non quella italiana. Così è nata l’idea di favorire le assunzioni locali. Chi lo espone si prende il rischio, il cliente può fare la sua scelta.”

A chi protesta e accusa di razzismo il sindaco di Keller andrebbe ricordato, come fa il Corriere, che “il 9 febbraio 2014 gli svizzeri hanno deciso tramite referendum di sospendere gli accordi bilaterali con l’Ue in materia di libera circolazione delle persone. Hanno deciso in sostanza che gli stranieri potevano stabilirsi e transitare in Svizzera ma solo a percentuali prestabilite dalla necessità e dalla sostenibilità economica. Data la delicatezza, la questione della sospensione dei principi di Schengen è ancora in sede di trattativa tra Berna e Bruxelles. Quello di Claro rappresenta un nuovo segnale all’Europa.”

L’appello è ad assumere residenti”, spiega ancora Keller, “che non significa necessariamente svizzeri ma anche stranieri che vivono stabilmente in Ticino. È una questione innanzitutto di equilibrio: da quando il numero dei frontalieri è esploso sono nate storture nel mercato del lavoro. Ma anche di trasparenza: il negozio o l’azienda espone il logo e si assume il rischio, il cliente può fare la sua scelta. Non sta avvenendo la stessa cosa in Italia con i prodotti doc o la concorrenza sleale dei cinesi?“.

Bella domanda.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.