“Rischio la vita per 70 dollari ad articolo”: la denuncia di Francesca Borri, freelance in Siria

francesca borri

“La verità è che l’unico lavoro che oggi mi sia capitato è quello di trovarmi in Siria, dove non vuole andarci nessuno. – scrive Francesca – E non si tratta neppure di Aleppo, per essere precisi; è la linea del fronte. Perché gli editor in Italia non chiedono altro che il sangue, gli scontri a fuoco. Io parlo degli Islamisti e della loro rete di servizi sociali, le radici del loro potere – un articolo decisamente più complesso da costruire di un racconto in prima linea. Mi arrovello per spiegare al meglio, non solo per commuovere, per colpire chi legge, e mi sento rispondere: “Cos’è ‘sta roba? Seimila parole e non c’è nessun morto?”

 

Francesca Borri è una giornalista freelance italiana.

Ha denunciato pubblicamente le condizioni in cui è costretta a lavorare in Siria, in piena guerra civile, dove ogni giorno rischia letteralmente la vita per una retribuzione da fame e la delusione è tanta.

Ogni suo articolo le viene pagato 70 dollari. Troppo pochi se deve pagare un materasso sul pavimento 50 dollari a notte o noleggiare un’auto a 250 al giorno.

E non è solo il fuoco dei mortai o dei cecchini il pericolo, è il tifo, il rischio di essere rapiti magari per un riscatto che nessuno pagherà mai.

Poi le frustrazioni: “Non posso proporre un pezzo d’analisi perché gli editor non farebbero altro che cestinarlo e direbbero: Ma chi credi di essere, ragazzina?  Anche se ho tre lauree, scritto due libri e trascorso 10 anni in vari conflitti bellici, prima come funzionario per i diritti umani e ora come giornalista. Per quel che vale, la mia gioventù è finita quando ho visto schizzarmi addosso pezzi di cervello di gente uccisa in Bosnia, avevo 23 anni.  

“La concorrenza – scrive ancora Francesca Borri – è tanta Beatriz (una collega, ndr) mi ha dato le indicazioni sbagliate in modo da poter essere l’unica a seguire una certa manifestazione, e grazie al suo raggiro mi sono ritrovata davanti una postazione di cecchini”.

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