Pausa caffè? Ecco come influenza la produttività

pausa caffè ecco qunato influisce sulla produttività

L’Italia è una repubblica fondata sulla pausa caffè. Per l’84% dei lavoratori è “indispensabile”. Secondo alcune ricerche il break sviluppa creatività e coesione. Per altre è un costo per l’azienda.

 

L’Italia è una repubblica fondata sulla pausa caffè. Non importano dimensioni e settore: per l’84% dei lavoratori il break è “indispensabile”. E’ il risultato di una ricerca commissionata da Nespresso. 

Scegliere la bevanda, versare lo zucchero e sorseggiare il caffè è diventato un rituale. Per rompere i ritmi di lavoro o per iniziare la giornata: un lavoratore su due non accende neanche il computer senza una iniezione di caffeina.

 

Ma la pausa è un bene o un male per l’azienda. Secondo lo studio, ritrovarsi intorno alla macchinetta promuove le interazioni tra colleghi, rafforza i legami e sviluppa lo scambio di idee e la creatività. Per l’81% degli intervistati il coffee break svolge un ruolo importante nella trasmissione delle competenze.

Senza mettere in dubbio la bontà della ricerca, non può essere taciuto il fatto che sia stata commissionata da un’azienda “di parte”, Nespresso.

La domanda è: possibile che le pause (caffè o sigaretta) non inficino la produttività?

Uno studio britannico conferma che il tempo è denato: i break costano all’azienda 490 euro l’anno per ogni dipendente.

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