La mazzata di Agosto: in tre anni fuori 200mila dipendenti pubblici

fuori dipendenti pubblici

L’operazione, annunciata dal quotidiano “Il Messaggero”, sarebbe ancora in fase embrionale. Ci starebbero lavorando i ministero del Lavoro e del Tesoro. Le persone colpite? Probabilmente gli over 57.

 

È agosto e questo è il momento in cui si tende a nascondere davvero tutto. Anche una notizia importante come questa: i tecnici dei ministeri di Lavoro e Tesoro sarebbero all’opera per studiare le modalità migliori per tagliare ben duecentomila lavoratori statali.

Una cosa che va fatta passare sotto silenzio e viene attuata adesso quando anche le persone che potrebbero essere colpite dalla scure sono al sole a godersi il meritato riposo.

In che percentuale si va a tagliare lo vedremo subito: queste 200mila persone che andrebbero fuori dal lavoro statale non sono altro che il 6,6% di tutti i lavoratori pubblici. Una riduzione che dovrebbe essere scaglionata in tre anni.

Secondo il quotidiano, il Messaggero, però non dovrebbero esserci licenziamenti, ma esodi (non agevolati) per i dipendenti over 57. Che è e resta comunque una forma di esclusione pesante.

 Potrebbero essere colpiti coloro che  non possono andare in pensione per la riforma previdenziale di Elsa Fornero. Dipendenti che hanno comunque un costo rilevante per le casse dello Stato. L’obiettivo dei due ministeri  è quello di risparmiare circa 2 miliardi di euro.

Enrico Giovannini, il ministro del Lavoro,  prima di avviarsi avrebbe sondato con le organizzazioni sindacali l’impatto di un’operazione del genere.

Di certo i dipendenti pubblici che verranno toccati faranno fuoco e fiamme, nonostante  gli esodi dovrebbero essere volontari in cambio di una possibile ricollocazione nel sistema previdenziale pre-Fornero.

Le risorse derivanti da questa operazione di snellimento della macchina statale, in base all’idea del ministro Giovannini, sarebbero destinate a premi e incentivi per la produttività.

I sindacati di categoria, già scottati dal blocco di contratti e retribuzioni, annunciano battaglia. E come non farlo.

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