TALENTI MOLISANI/ Gianluca Di Vincenzo e il nuovo videoclip: “La musica è il mio diario” [ANTEPRIMA]

I suoi amici lo chiamano ‘maestro’. E a sentire i suoi brani a ragione. Per Gianluca Di Vincenzo, 25enne isernino, suonare è come scrivere su un diario. E la musica, di soddisfazioni, gliene ha riservate tante. Nonostante la sua giovane età. Da cinque anni la Unistory Music pubblica suoi cd. Vere e proprie colonne sonore che sono state utilizzate per vari cortometraggi (alcuni dei quali hanno partecipato anche a concorsi internazionali) e spettacoli teatrali. Ed ora l’ennesima soddisfazione: per il brano composto dopo la scomparsa del nonno è stato realizzato un videoclip dalla Miravideo (che Infiltrato.it pubblica in esclusiva). Abbiamo intervistato Gianluca che ci ha parlato dei suoi sogni, della sua passione, del suo “diario” e del viaggio artistico fino a questo punto. E pensare – ci dice – che tutto era cominciato con una “tastiera giocattolo”

di CG

gdivincenzoGianluca Di Vincenzo è un tipo timido, introverso. Ma davanti ad un bicchiere di vino si scioglie e comincia a raccontare, a parlare, a ridere, a svelarci le sue emozioni più nascoste che trovano spazio e voce nella sua musica. La musica per lui è un diario, un album su cui annotare tutto quello che lo segna, nel bene e nel male. È una chiacchierata piacevole quella con Gianluca: ci parla dei suoi inizi, delle sue soddisfazioni, dei suoi cd, dei suoi prossimi obiettivi. Del suo attaccamento al nonno e della canzone che gli ha dedicato il giorno dopo la sua scomparsa: Stick and Cigar è un inno all’amore, all’affetto. Ma è anche il tormento e il rancore che si provano quando una persona a cui teniamo ci lascia.

Ed ora – quasi come un ultimo regalo del nonno al suo nipote – è stato realizzato anche un videoclip per la canzone prodotto dalla Miravideo (che Infiltrato.it pubblica in esclusiva). Un pianoforte bianco su cui Gianluca Di Vincenzo riversa le sue emozioni in note. E poi lo scambio di sguardi tra il nonno e il nipote seduti su un verdeggiante campo di grano. E il bastone. E il sigaro.


Ti chiamano “Maestro” …

(ride)

No?

Gli amici …

Vabbè, c’è un fondo di verità …

No… gli amici più stretti … loro mi vedono come “l’amico che suona” … (ride)

Però comunque pubblichi CD da cinque anni e siamo già al quinto …

Ed è in preparazione il sesto …

Ah! E hai solo 24 anni … un sogno o tanto lavoro?

Entrambi. Sicuramente è un sogno.  Una passione nata sin da bambino con una tastiera giocattolo. Dietro però c’è anche tanto lavoro, tante ore spese a provare, a suonare. Ma non è mai stata una vera e propria fatica: quando fai quello che ti piace è sempre un piacere.

Ma raccontaci un po’. Come sei passato da una tastiera giocattolo a pubblicare CD su CD? Qual è stato il tuo tragitto?

Da bambino andavo a scuola di musica. All’inizio, ti dico la verità, lo vedevo come un peso …

Addirittura …

Si. Mi piaceva, però ogni volta che arrivava l’estate lasciavo e quando a settembre arrivava il momento di riprendere, mi sembrava di aver dimenticato tutto quello che avevo imparato.

E poi? Quando c’è stato il “colpo di fulmine”?

Dopo il liceo, quando ho iniziato l’università. Ho cominciato a prendere la musica più sul serio e a sperimentare le prime  composizioni. Mi registravo, mi riascoltavo, le cancellavo, riprovavo … tutto a casa, nella mia camera …

E poi?

Poi ne ho registrato una – “Schiavo” – e mi sono detto: “cavolo! Non è male!”. Anche se a risentirla adesso … è registrata malissimo. Però mi sono reso conto che quella era la prima volta che, risentendola, mi tornavano indietro le emozioni che avevo avuto quando l’avevo suonata …

Poi poco dopo la grande chiamata

L’estate dopo, tramite MySpace,  mi contatta un’etichetta di Bergamo, Unistory Music, chiedendomi una canzone da inserire in una compilation di musica strumentale. La prima grande soddisfazione.

La prima di una serie.

Si, poi mi hanno proposto la pubblicazione di un intero cd …. Ed eccomi qua …

Ma cosa ti spinge di suonare?

È uno sfogo.

Cioè?

Per me le canzoni sono come un diario: cerco di trasformare quello che provo in note, in musica. E la più grande soddisfazione è riuscire poi a trasmettere anche a chi le sente la stessa intensità, le stesse emozioni. Suonare per me è vivere il presente, quello che mi accade, quello che mi segna. Ma suonare mi dà anche la possibilità di rivivere il passato: quando risento le mie canzoni è come se mi ritrovassi in quel preciso istante in cui componevo, con le stesse emozioni di allora. Come si fa con un diario o con un album di fotografie.

Come è successo con Stick and Cigar

Sì, Stick and Cigar mi riporta alla mente la figura di mio nonno: era inseparabile dal suo bastone e dal suo sigaro. Era insolito vederlo senza.  È stata una scomparsa improvvisa: in breve tempo prima la malattia, poi la morte. È stato uno shock.

E tu l’hai riportato in musica …

Proprio come si fa con un diario, appunto: una melodia all’inizio dolce, serena, placida. Poi, però, interrotta da qualcosa di sconvolgente … com’è stata la scomparsa di mio nonno.

E certamente anche altri sono stati toccati da questa melodia e dalle forti emozioni che ci sono dietro di questa: è stato realizzato un videoclip della canzone.

Sì. Ringrazio la Miravideo che si è impegnata nella realizzazione del video, cogliendo appieno il senso della canzone: il gioco di sguardi a cui hanno pensato rende perfettamente, grazie anche alla capacità espressiva di Piero Renson, l’intesa che può esserci tra un nonno e il suo nipote. Lasciami ringraziare gli autori del video Mirco Cancellieri, Raffaelle Filippetti e Andrea Sonetti, il sosia di Pino Daniele (ride). Sono stati disponibili, pazienti e soprattutto altamente professionali.

Ed ora? I prossimi obiettivi?

Come ti dicevo è in preparazione il nuovo cd: una raccolta di brani che ho composto nell’ultimo anno per diversi cortometraggi, più alcuni inediti.

Un aforisma che ti rappresenta.

Dove le parole finiscono, inizia la musica”. E io sono uno che parla poco (ride)


Diretto dalla Miravideoclip Production.
Regia e montaggio: Raffaele Filippetti e Mirco Cancellieri.
Fotografia: Andrea Sonetti.

 

Diretto dalla Miravideoclip Production.

Regia e montaggio: Raffaele Filippetti e Mirco Cancellieri.

Fotografia: Andrea Sonetti.

www.gianlucadivincenzo.tk

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