NEGRAMARO/ "Vogliamo portare la musica oltre confine"

Scritto da Simonetta Radice |
Pubblicato Giovedì, 12 Gennaio 2012 03:39

di Simonetta Radice

La band ha festeggiato nel 2011 il suo decennale e Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro racconta la sua storia a L’Uomo Vogue in una lunga intervista sul numero in edicola. Un  percorso a ritroso, che parte dalla loro ultima fatica, il concerto della notte di Capodanno 2011 che li ha visti protagonisti a Roma come headliners. Una data che è il coronamento del tour dell’anno scorso con un successo che Giuliano ha condiviso con la band. E non solo...

LUV_negramaro«Vorrei spendere una parola per quello che è successo ai tecnici di Lorenzo (Jovanotti, ndr). Sapere della morte di quel ragazzo è stato doloroso e ci ha lasciato straniti. È che siamo davvero legati a tutti coloro che lavorano dietro al palco, sono vitali per il nostro mestiere. Io personalmente sono rimasto stupito dalla professionalità delle persone che sono lì per trasformare lo stage in una seconda casa, per farti trovare quello che vuoi proprio dove lo vuoi. Sempre. Indipendentemente dal fatto che si sia in Italia o all’estero. Il tour è andato benissimo e questo è stato merito anche dei tecnici che hanno lavorato con noi. Li ringrazio moltissimo».

Tra le tappe più importanti della storia della band, sicuramente l’uscita nel 2010 dell’album “Casa 69”, che prende il titolo dal casolare parmense dove i componenti del gruppo - Emanuele “Lele” Spedicato, Ermanno Carlà, Danilo Tasco, Andrea “Andro” Mariano e Andrea “Pupillo” De Rocco e Giuliano Sangiorgi - vivono insieme. Ma che influenza ha la convivenza sulla creatività?

«Fortissima, davvero. C’è una parte della casa in cui diciamo che confluiscono le “creatività” di ognuno di noi, le influenze che sviluppiamo nei “piccoli laboratori musicali individuali”. Se ti metti in quel punto della casa puoi sentire quale sarà il nuovo disco dei negramaro: sembra uno scherzo, ma non lo è».

Eppure, per registrare “La finestra”, nel 2007, il gruppo va negli States, a New York. Un’esperienza, quella della registrazione oltreoceano, che è spesso considerata l’ingresso nell’età adulta delle band italiane, il trampolino per il mercato estero. Ma i negramaro pensano mai davvero a espatriare?

«Stiamo lavorando per portare la nostra musica oltre confine. Ma vorremmo che fosse un nuovo inizio: non arrivare come artisti italiani famosi, bensì ripercorrere una “nuova carriera” in paesi come la Francia e la Germania».

E a proposito del corredo immaginifico da cui la band trae ispirazione Giuliano afferma: «Adoro Terrence Malick, la sua cosmogonia. E poi Terry Gilliam, e in generale i registi visionari. Apprezzo Garrone e Sorrentino ma seguo anche i lavori di giovani registi del panorama underground italiano». Infine una notizia che farà la gioia di tutti i fan: «Il tour 2011 è stato così bello, le richieste così tante, che ritorneremo on the road ad aprile e maggio.»

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