Napster, il grande ritorno: sbarca in Italia ma a pagamento

La nota piattaforma di condivisione creata da Shawn Fanning torna in Italia con un progetto nuovo: lo streaming musicale. È legale e, questa volta, a pagamento.

 

napster_is_backNapster. Un nome questo, che in un certo senso ha fatto la storia della nostra società.

Nel mondo informatico, e più precisamente sul Web, “Condividere” è divenuto ormai un principio cardine che fa muovere l’intero sistema, e si può tranquillamente sostenere che Napster sia stato il promotore della sempre più diffusa abitudine a condividere, tra gli utenti, materiale coperto da copyright.

Fino a una quindicina di anni fa, infatti, quello che è ancora adesso il programma di file sharing più famoso al mondo, era difatti l’unico modo esistente per scaricare materiale dalla rete, in tempi relativamente brevi, pur considerati la lentezza delle connessioni dell’epoca.

Ed è significativo il fatto che sia ancora oggi così conosciuto pur essendo rimasto in vita solo per un paio d’anni, dal 1999 al 2001, dato che fu costretto a chiudere i battenti a causa dell’insistente volontà dell’intero panorama discografico, minacciato dalla semplicità con la quale erano stati aggirati i costi di acquisto dei prodotti protetti da copyright.

Ecco, però, che questo nome torna a calcare le scene: Napster torna in Italia.

I sistemi sono ovviamente un po’ cambiati dagli anni Novanta, ma Napster.com si è saputo adattare perfettamente; esso permette di ascoltare musica su cellulari, tablet, PC, e tutti i dispositivi Android.

Questa volta, a pagamento.

Ad un prezzo di 9,95 euro al mese e con un database che conta, fin’ora, circa 20 milioni di canzoni, la nota piattaforma di condivisione fondata da Shawn Fanning si propone come diretto concorrente nel settore dello streaming già controllato da Spotify e Dezeer.

Rhapsody“Il nostro obiettivo è offrire agli appassionati la possibilità di scoprire la musica in modo flessibile e personale, sia che si tratti delle ultime performance dei grandi artisti internazionali o di nuovi album di artisti locali emergenti” ha spiegato Jon Irwin, presidente di Rhapsody International.

“Per la diffusione di Napster abbiamo puntato su strategie di partnership al fine di consentire l’ascolto agli utenti sui dispositivi preferiti, ovunque abbiano a trovarsi”.


LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Articolotre.com

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.