MUSICA IN MOLISE/ DaBong, l’underground è sulla buona strada

di Luigi Petrella

I giovani molisani non dormono, o almeno una parte di essi. Questo per rispondere all’appello a svegliarsi dell’architetto Franco Valente. E poi solo un certo tipo di “Cultura” può essere presa in considerazione dalla Fondazione, l’underground deve rimanere sotto terra anche per il significato stesso del termine. Per parlare dei DaBong è necessario avere almeno le nozioni di musica underground e street-art. Non tutto il rap infatti è fuori dalle righe. È una questione di stile, di omologazione, di etichette.

DabongForse il punto chiave è proprio nella scelta dell’etichetta, infatti chi si lega ad una major ha sicuramente meno libertà di espressione di chi sceglie un’etichetta indipendente. Nel documentario Catch a Fire – tra gli altri – Tony Platt e John ‘Rabbit’ Bundrick spiegano gli aggiustamenti musicali, sonori e ritmici, imposti dalla casa discografica, nell’esempio della commercializzazione del reggae di Bob Marley nell’Inghilterra rocchettara degli anni settanta.

Per tornare a Campobasso, bisogna soltanto constatare la totale mancanza di iniziative culturali rivolte ai giovani, nonostante la crescente domanda, anche legata alla presenza di molti studenti universitari in città. Mancanza cronica di mezzi che costringe, purtroppo, ad andare in grandi città italiane per esprimere la propria arte, la propria creatività.

Le opportunità mancano certamente, le amministrazioni non investono sull’arte. Non si ricorda un live di giovani campobassani negli ultimi anni, se non rare apparizioni in feste private o piccoli eventi. Non si ricorda nemmeno un qualunque concerto per giovani, se vogliamo escludere qualche rara eccezione. Eppure abbiamo dei talenti a chilometro zero che non riusciamo ad apprezzare e molto spesso non conosciamo nemmeno.

Quindi passiamo a conoscere i DaBong Fatherz, una crew, ossia un gruppo, che opera nel campo della musica con L Sasa, HellRifle e DomeDee – a cui abbiamo rivolto qualche domanda – e del writing con Des, Vinz, Smake, Zanko, Nnoah, Gelo, Enza.

Non sono sicuramente i rapper della domenica. DomeDee, classe 87, cresciuto a “pane e freestyle”, nel corso degli anni protagonista di alcune sfide di freestyle “da strada”, vincitore di un contest a livello cittadino. Con numerose sperimentazioni e registrazioni amatoriali approda al suo primo lavoro targato DaBong, “lo considero la prima cosa che ho registrato” – dichiara –  “perché è stato il primo progetto a cui ho dedicato tutto me stesso, e come è ovvio che sia, ci sono particolarmente affezionato.”

HellRifle e L Sasa, entrambi classe 84, anch’essi hanno un passato ricco di sperimentazioni. Quando ancora erano denominati MCA The Clan, registrano due classici del rap campobassano, il primo e forse il più famoso, è Sotto controllo, l’altro è Suillighter. Entrambi i pezzi sono stati registrati nel 2006 e sono da considerare come i primi pezzi rap che hanno avuto risonanza a livello cittadino.

 

Qual è stato il primo lavoro dei DaBong Father?

Il nostro primo lavoro come DaBong è stato M.O.L.I. (The Middle Of Little Italy) mixtape, mixato dallo storico Dj D-Sastr. In questo tape abbiamo cercato di esprimere il nostro stile al 100 percento dando ampio spazio all’evoluzione tecnica, agli incastri e allo studio della parola, rischiando a volte di essere anche incomprensibili all’ascoltatore disattento.

Oltre a questo lavoro all’insegna dell’integralismo tecnico abbiamo notizia da myspace e youtube di altri lavori. Quali sono?

Ma noi consideriamo proprio questo integralismo come nostro marchio di fabbrica.

Il secondo lavoro è stato l’EP SeNonTiPiacePace con alcuni pezzi estratti dal nostro prossimo e primo cd Rapper Una Notte.

SeNonTiPiacePace di cui si è sentito parlare anche su qualche radio di settore e sui social network. Qualche notizia in più?

Questo tape ci sta dando molte soddisfazioni, soprattutto col passare del tempo, in quanto ci siamo resi conto che alcuni dei pezzi come l’omonimo SeNonTiPiacePace e Suonerà stanno avendo una buona risonanza sia tra gli aficionados, sia – cosa per noi ancor più stupefacente – tra persone che di solito non ascoltano musica rap.

Nell’ep è presente anche una versione remixata di Odio la mia city!

Comunque, come affermato precedentemente, l’ep altro non è che il preludio al cd Rapper Una Notte, che speriamo sia per noi un trampolino di lancio che ci permetta di espandere i nostri orizzonti, per così dire.

Potete dirvi soddisfatti del lavoro che avete portato avanti?

Ma a prescindere dai risultati, passati e futuri, il nostro orgoglio è quello di aver costruito qualcosa dal nulla, in un contesto che è poco ricettivo verso l’espansione di culture alternative, sperando che questo sia un input per la nascita di una vera scena hiphop a Campobasso e che non sia solo un fenomeno di passaggio.

L SASA, la distribuzione del video odio la mia city, realizzato in collaborazione con altri ragazzi Campobassani esterni ai DaBong, sembra tenda a non mettervi troppo in risalto. C’è qualcosa che vuoi dirci?

Girare un video con la BAG production è stata un’esperienza significativa: è una troupe di professionisti che, in un futuro non molto lontano, farà parlare di sè non solo per il talento, ma per la passione nutrita nei confronti del proprio lavoro.

Ma, a prescindere dalla professionalità della Bag, dalla risposta positiva degli internauti riguardo il video “ODIO LA MIA CITY” e dalla consapevolezza di aver dato voce ad una regione spesso dimenticata dal resto d’Italia, mi sento in dovere di affermare che il DABONG non coincide totalmente con il video, non può essere semplicemente ridotto ad un filmato: girare un video, se in passato conservava delle caratteristiche elitarie, oggi è una possibilità accessibile a tutti, così come registrare un pezzo che punti a distruggere gli stereotipi e i luoghi comuni di una regione.

Ma più importante del distruggere, è l’azione del creare: il DABONG porta avanti la scena rap campobassana da anni, ha seminato un terreno arido, rendendolo musicalmente fertile ed essere momentaneamente al centro dell’attenzione solo per aver girato un videoclip risulta limitante: questo gruppo ha dei meriti che vanno al di là di un’intervista, di un videoclip o di un’apparizione televisiva.

PER APPROFONDIMENTI

Visita il Myspace dei DaBong

Visita il canale Youtube dei DaBong

Visita la pagina Facebook dei DaBong

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