“La Sagra della Primavera”, di Igor Stravinskij |
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| Intrattenimento - Musica | |||
| Scritto da AA | |||
| Sabato 26 Giugno 2010 13:52 | |||
I capolavori della musica classica: “La Sagra della Primavera” (1913), di Igor F. Stravinskij: .di AA
La Sagra è uno dei primissimi lavori del giovane Stravinskij, il quale, se da un lato aveva ben studiato la lezione dei Glinka, Korsakov, Mussorgsky, i grandi compositori russi che per primi avevano rivisitato la tradizione musicale popolare russa, dall’altro si preparava ad istruire Copland, Gershwin e Schönberg, che di lì a pochi anni avrebbero fatto tesoro dei suoi fondamentali insegnamenti. Tale fu la portata rivoluzionaria di questo straordinario esperimento. Ma passiamo ad analizzare l'opera da vicino nei suoi tratti principali.
La scelta avanguardistica di inserire dissonanze ed inediti intrecci tra strumenti tonali e percussioni è uno degli aspetti più noti e visitati dalla critica. Sorprendente è ancora l’uso spregiudicato dei crescendo e delle accelerazioni, oppure, al contrario, delle pause e delle repentine cesure (su tutte, l'inatteso collasso degli ultimi secondi). Quanto alla struttura delle armonie, i temi, a volte melodici, altre veementi ed orgiastici, si rincorrono e sovrappongono per poi scomparire, manifestandosi poi, irriconoscibili, quando ormai il contesto è cambiato. Le melodie creano così delle trame euritmiche uniche ed inconfondibili, un vero e proprio "marchio di fabbrica" dello Stravinskij dei primi anni.
Per quanto riguarda le scelte orchestrali, invece, vistoso è l'apporto dei fiati di colore più svariato, dagli ottoni ai fagotti, ai flauti, agli oboe, come anche degli strumenti a corda, fondamentali non solo per il "tappeto" di sfondo. Massiccia è anche la presenza di percussioni di ogni genere: triangoli, campane, gong, timpani e tamburi. La numerosa e ridondante orchestra della "Sagra" rimane, infatti, uno degli esempi più grandiosi e stravaganti dell'intera produzione sinfonica a cavallo tra '800 e '900. L'opera si struttura in due macro-movimenti, distinti, a loro volta, in vari episodi: Prima parte: L'adorazione della terra Introduzione Gli auguri primaverili - danze delle adolescenti Gioco del rapimento Danze primaverili Gioco delle tribù rivali - corteo del saggio -adorazione della terra - il saggio Danza della terra Seconda parte: Il sacrificio Introduzione Cerchi misteriosi delle adolescenti Glorificazione dell'Eletta Evocazione degli antenati Azione rituale degli antenati Danza sacrificale dell’Eletta Come si può facilmente evincere dai nomi delle varie parti, l’azione che le musiche descrivono si svolge durante un rito pagano di propiziazione. La Primavera, dopo un lungo Inverno, esige il sangue d’una fanciulla per rigenerarsi e tornare a donare vitalità alla stanca e gelida terra russa. Ecco quindi la presenza, nel balletto, di figure come il saggio, le fanciulle danzanti e l’Eletta, destinata ad una triste (ma inevitabile) sorte. Così i tempi e le melodie dell’opera variano relativamente ai vari episodi: da quelli pacati e tenui degli auguri, alle ritmiche tribali delle danze, ai toni drammatici delle evocazioni e dei rituali che preparano il sacrificio. L’uso sapiente dell’orchestra aggiunge inoltre quel senso di mistero e di ancestrale sgomento che s’esalta principalmente grazie ai legni ed alle percussioni. Il valore descrittivo è dunque di fondamentale importanza, tanto che estratti dalla "Sagra" sono spesso utilizzati per accompagnare immagini di cerimoniali religiosi o magici. Attenzione però: di primitivo ed oscuro c’è solo il senso che a volte si percepisce dall’ascolto di alcuni episodi; in realtà, grazie all’attentissimo lavoro di Stravinskij, la varietà dei registri si manifesta anche grazie alle differenti emozioni che l’ascolto provoca, così alle atmosfere più cupe si susseguono (o, genialmente, si sovrappongono) quelle più ariose e gioviali. Un’opera, per concludere, straordinaria e di non semplice ascolto, ma che, appunto per questo, risulta una volta assimilata molto appagante. GUARDA IL VIDEO
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