LA FAME DISCHI/ L’etichetta per fare rete tra gli artisti

di Carmine Gazzanni

È proprio il caso di dirlo: sono cantanti affamati quelli de La Fame Dischi, un’etichetta discografica che riunisce tutti quei bravi artisti che, in una realtà musicale come quella italiana troppo spesso legata a interessi economici e commerciali che sovrastano le dinamiche propriamente artistiche, si ritrovano, collaborano e, soprattutto, hanno modo di esprimere il proprio talento. La propria arte. Una sfida la loro, forse.  Ma, visto il successo che in breve stanno ottenendo, c’è da pensare che siamo soltanto all’inizio di un viaggio. Infiltrato.it, in occasione dell’uscita della prima compilation de La Fame Dischi, ha intervistato i due fondatori, Michele Maraglino e Peppe Marazzita.

famedischiEstate 2011. Michele e Peppe decidono di lanciare un progetto. Osano forse. Ma il tempo sta dando loro ragione. “Più che un’etichetta discografica – si legge sul sito – La Fame Dischi vuole riunire tutti quegli artisti che continuano a fare musica nonostante le difficoltà legate all’età in cui, la ricerca di un lavoro, è questione fondamentale e cruciale”. Una rete, dunque. Un contenitore per giovani e talentuosi artisti. Un’alternativa certamente valida al caotico palcoscenico musicale italiano, spesso raggrinzito, appannato, sbiadito.

E, dietro l’etichetta, una sola linea poetica e musicale: la fame. La fame di arte, di musica. La fame che, spesso, è figlia naturale della rabbia, dell’insoddisfazione. Ma Peppe e Michele non sono certo i tipi che si impigriscono perché “tanto così vanno le cose”. Loro, e tutti i bravi cantanti de La Fame Dischi, non ci stanno.  Leggiamo ancora sul sito, infatti, che questo stato di insofferenza, legato all’insicurezza, dona all’arte autenticità e bellezza. Quando un artista ha lo stomaco pieno, ha raggiunto il successo o quanto meno una certa stabilità, non è più in grado (o lo è molto meno) di raccontare la realtà”. Loro, invece, hanno tanto da raccontare. E lo fanno certamente nella maniera giusta.

La sintesi migliore e più efficace di questa poetica la fanno proprio loro, gli affamati, scegliendo un titolo per la compilation certamente “attuale”:  “Le canzoni migliori le scrive la fame Vol.1” (il cd è scaricabile gratuitamente qui). E loro, di fame, ne hanno certamente tanta.

E il cd che ne è uscito è la prova che i due cantautori (impiantati a Perugia, ma di sangue meridionale) sono decisamente sulla buona strada. Lo testimoniano le diverse collaborazioni (appunto la rete di cui parlavamo prima) presenti nella compilation (“Oggi sono in ferie”, ad esempio, è un brano di Marazzita, a cui hanno partecipato anche lo stesso Maraglino e il bravo Corrado Meraviglia); le cover (sempre Meraviglia canta, in una maniera molto singolare e originale, “Al supermercato”, brano di “Love Yourself First”). E poi, ancora, “La seconda chiave: immaginazione” degli “Are we real?”, gruppo emergente udinese, e “Renderci Felici”, brano davvero molto interessante di Emme Stefani. E, infine, “Di Roccia”, pezzo di Davide Iacono, in arte VeiveCura, il cui personale cd “Tutto è vanità”, come ci dicono i due fondatori dell’etichetta, uscirà il 14 febbraio.

Insomma, ne La Fame Dischi, in questo contenitore di arte, musica e – perché no – un pizzico di sana follia, ci sono tutti gli ingredienti per crescere e far bene. Se questi sono i risultati, auguriamo a Michele, Peppe e gli altri di avere sempre tanta voglia, tanta forza. In una parola tanta “fame”.

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