KURT COBAIN/ Un mito duro a morire

di Alfredo Incollingo

Il 20 febbraio scorso si è commemorato l’anniversario della nascita di Kurt Cobain, voce del gruppo grunge “Nirvana”, e simbolo della generazione vissuta a cavallo tra gli anni ottanta e novanta. La sua musica “sporca” e la sua improvvisa scomparsa così misteriosa lo ha reso non solo un simbolo, ma anche un mito che ha conquistato con la sua personalità i cuori di milioni di adolescenti e che ancora oggi è vivo.

stencil-kurt-cobainQuarantacinque anni fa, il 20 febbraio 1967, ad Aberdeen, nello stato di Washington, nacque Kurt Cobain, il mito vivente di una intera generazione. La sua memoria è custodita da documentari (Kurt & Courtney, 1998) e da migliaia di album fotografici. Nonostante siano passati quasi due decenni dalla sua morte l’eco della sua musica e della sua voce conquista e affascina migliaia di giovani e adolescenti.

La vita di Cobain è stata umanamente travagliata e fatta di conflitti e di tensioni con la propria famiglia e con la società in generale tanto che i brani sono pezzi di una vera e propria autobiografia.

Visse un infanzia molto difficile a causa dei litigi tra i genitori e del conseguente divorzio che causarono moltissimi problemi al piccolo. Raccontò in una intervista del 1993 il suo rapporto con i suoi: “Per qualche ragione me ne vergognavo. Mi vergognavo dei miei genitori. Non riuscivo più a guardare in faccia alcuni dei miei compagni di scuola perché desideravo disperatamente avere una famiglia normale. Mamma, papà. Volevo quel tipo di sicurezza, e lo rinfacciai ai miei genitori per parecchi anni.”

Fin da bambino aveva dimostrato un grande talento musicale e per il suo quindicesimo compleanno ricevette da una sua zia la sua prima chitarra elettrica con la quale iniziò a suonare brani degli “Ac/Dc” e dei “Led Zeppelin”. La sua adolescenza però fu altrettanto sconvolgente. Nonostante il suo talento che gli attirava la simpatia di molti suoi compagni e professori, a causa dell’amicizia con Mayer Loftin, omosessuale dichiarato, venne isolato da molti e, dopo alcuni fallimenti scolastici, decise di abbandonare la scuola.

Avendo rotto con la famiglia visse per un anno come un vagabondo, vivendo sotto i ponti, e in questo periodo risalgono i primi arresti e i primi approcci con la droga, il suo tormento.

Il 1985 fu anche l’anno dell’esordio e del primo successo. Infatti a quell’anno risale il suo primo demo “Down” contenuto poi nell’album “Bleach”.

Nel 1987 ebbe vita il gruppo “Nirvana”, termine scelto appositamente da Cobain per indicare una condizione di pace e tranquillità esistenziale. Il gruppo era composto all’inizio da Cobain, voce e chitarra, Krist Novaselic, bassista e Dale Crover, batteria, poi sostituito nel 1990 da Dave Grohl. Il primo singolo uscito fu “Love Bazz” e nel 1989 uscì il primo album “Bleach” prodotto dalla Sub Pop Records.

Dal 1989 in poi il successo esplose e i Nirvana pubblicarono album e pezzi di grande successo. L’apoteosi lo raggiunsero con l’album “Nevermind” (1990) che racchiuse pezzi cult quali “Smells like teen spirit”, “Come as you are” e “Lithium”.

Produssero anche un altro e ultimo album “In Utero” (1991) e nel 1993 risale la loro più celebre esibizione dal vivo a New York nel 1993, “MTV Umplugged”.

Accanto al successo Kurt Cobain ebbe una vita sentimentale molto forte. Nel 1989 incontro la sua futura moglie, Courtney Love, il cui rapporto fu molto travagliato a causa della tossicodipendenza del marito. La coppia ebbe comunque una figlia, Frances Bean Cobain, nata nel 1992, che per un periodo venne tolta alla coppia a causa dell’abuso di droga e delle continue terapie.

L’attività artistica fu piena di impegni con continui concerti sia in America che in Europa. L’idillio però non durò a lungo. Nei primi mesi del 1994 (anno della sua morte) Cobain avvertì alcuni problemi di salute dovuti sia all’abuso di droga e alcool sia a una forte laringite che gli impedì di realizzare moltissimi concerti.

La sua situazione psichica stava ormai crollando e i ricoveri erano frequenti. La situazione peggiorò e portò ad un esito tragico. L’8 aprile 1994 il suo corpo senza vita fu trovato nella sua casa sul Lago Washington. Le indagini conclusero che si trattava di suicidio e accanto al suo corpo venne trovata una lettera d’addio con la celebre frase del brano di Neil Young “Hey Hey My My”: “È meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente”, frase che secondo le voci ufficiali spiega il suicidio come un gesto per sfuggire alla paura di perdere la sua ispirazione e il suo successo. Miti e leggende sono nate intorno alla sua morte e alla sua fortuna. Al di la di queste voci resta il fatto che Kurt Cobain rappresenti una icona pop dura a morire.

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