JIM HALL/ In viaggio verso l’Eddie Lang

Questa settimana vi proponiamo una piacevole intervista alla leggenda della chitarra jazz, Jim Hall. Ospite della scorsa edizione, l’ottantunenne chitarrista americano parla a tutto tondo: dalle giovani leve del jazz ai suoi amici colleghi, dai suoi concetti artistici all’amore per il nostro paese in un’ intervista che ci rivela un uomo provato dal tempo nel corpo ma tutt’altro che in declino nello spirito e nel vigore intellettuale.

di Andrea Antonilli

Jim_Hall_okLa leggenda Jim Hall in un piccolo paese molisano. Era forse dall’esibizione del ’98 di Michel Petrucciani che non si vedeva un’artista di simile caratura al Castello Pignatelli. Il navigato chitarrista, ospite d’onore della scorsa edizione dell’Eddie Lang Jazz festival, ha prima presieduto la giuria del concorso per giovani chitarristi poi, insieme al pianista Enrico Pierannunzi, ha dato vita ad un‘intima e intensa esibizione nella serata conclusiva di un festival jazz che negli ultimi anni ha riacquistato (se non superato) la verve delle prime edizioni confermandosi tra gli appuntamenti live estivi più importanti del centro sud.

Nato a Buffalo ottantuno anni fa il chitarrista americano è il testimone vivente dell’evoluzione della chitarra e in generale del jazz degli ultimi cinquant’anni. Influenzato la bebop di Lester Young , Hall ha suonato con colossi come Sonny Rollins, Ella Fitzgerald, Lee Konitz, Paul Desmond, Art Farmer, Ron Carter ,Bill Evans, Wayne Shorter, Pat Metheny, solo per citarne alcuni. E’ stato insieme a Wes Montgomery il più influente chitarrista della sua generazione tanto che è quasi impossibile non trovare citazioni su di lui da parte dei suoi più giovani colleghi.

Nell’intervista condotta da Mariarosa Tartaglione, traspare un uomo sereno e gioviale, che ha vissuto forse la vita che voleva, che incoraggia le giovani leve a continuare ad evolvere il linguaggio del jazz. Racconta di quando era bambino dei suoi inizi con la musica e alla domanda di qual è oggi la sua chiave d’espressione musicale Jim Hall risponde con commovente semplicità : “…io provo a dare ad ogni cosa un significato assoluto, interiore. Qualche volta suono molto lentamente pensando a mia moglie e al mio cane…”.


EXCLUSIVE Interview with Jim Hall – Eddie Lang Jazz Festival 2010 – Monteroduni, Italy

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