INTERVISTA/ Vittorio Nocenzi: Dal Banco del Mutuo Soccorso a “Estremo Occidente”.

Da oggi in poi, tutte le domeniche, avremo l’onore e il piacere di presentare l’intervista della settimana. Si parte con il grande Vittorio Nocenzi, che L’Infiltrato è riuscito a intervistare in occasione del concerto per solo pianoforte ad Isernia. Non vogliamo anticiparvi nulla, ma nelle prossime settimane avremo personaggi della letteratura, dello spettacolo, della musica….

La video-intervista a Nocenzi è stata realizzata da Donato Giannini e Francesca Di Iullo, che ci regalano il pass per entrare nel fantastico mondo della musica, vista con gli occhi, l’esperienza, il gusto e il sentimento di un glorioso autore.

vittorio_nocenzi_con_il_figlioVittorio Nocenzi.  Compositore, musicista e storico tastierista del “Banco del Mutuo Soccorso”. In occasione del concerto per solo pianoforte ad Isernia, è stato intervistato da “L’Infiltrato”.

L’autore, nato a Marino (Rm) nel 1951, è uno dei più importanti tastieristi d’Italia. Conosciuto in tutto il mondo, è attivo sulla scena musicale da oltre 30 anni.

Esperto di etnomusicologia, Nocenzi appartiene a quel gruppo di persone che cercano di riportare in auge la musica italiana, attraverso la promozione e la diffusione della lingua e della musica della nostra nazione.

Nella prima parte dell’intervista, l’autore espone il suo punto di vista sulla situazione della musica italiana contemporanea, sul suo passato glorioso, sulla difficoltà dei nuovi talenti ad uscire fuori e sulla mancanza di politiche di tutela della canzone italiana.

Nella seconda parte, Nocenzi discute della musica classica, del rock, del suo passato. Mostra il suo impegno nella promozione della lingua e della musica italiana. Spiega inoltre la difficoltà dell’utilizzo, in generi musicali moderni, della nostra lingua. Uno sguardo sulle tradizioni musicali dei popoli. Parla di etnomusicologia, dell’innamoramento di uno strumento sardo: le launeddas. Parla di Jimi Hendrix e di Kurt Cobain. Spiega la forza carismatica della musica, e la funzione ritmica.


Nella terza parte Nocenzi sottolinea che il rock nasce come un’alternativa per  poi diventare conformismo. Infine, il discorso sull’immigrazione. Traccia un percorso storico che va dal regno Borbonico al principe Emanuele Filiberto di Savoia.

 

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