Intervista a Paolo Testa: dal Circolo degli Artisti al Teatro Sala Uno.

Intervista ai La Pingra, band emergente del Molise. Dal musical Orfeo Agli Inferi, Teatro Sala Uno, alle serate al Circolo degli Artisti.

di Donato Giannini

Intervista ai La Pingra, band  emergente del Molise. Dal musical

I “La Pingra” sono Paolo Testa e Angela Tomassone. Il duo, nato tra Isernia e Roma, si sta affermando nella scena musicale italiana, in un contesto sperimentale formato da artigiani della musica, dagli appassionati, da coloro che lo fanno anche gratis. La loro musica è particolare, penetrante, metterebbe allegria a chiunque (basti guardare un loro live e ci si rende conto subito delle loro capacità). Le atmosfere create dai la Pingra rappresentano un mondo infantile, spensierato e armonioso, classico proprio dell’infanzia. E’ proprio questa spensieratezza a portarli a sperimentare, incuriosirsi e ad addentrarsi nella musica, nel cinema e nel teatro con ottimi risultati. Hanno una loro formula, un loro sound e un loro stile riconoscibilissimo. Ecco perché hanno tutte le carte in regola per affermarsi.

Paolo è un ragazzo di 25 anni, laureato in Arte e scienze dello spettacolo (indirizzo Cinema) , immerso in una vita frenetica: si sbatte tra il Centro Sperimentale di Cinematografia, le prove con i La Pingra , le prove con gli Zero Gravity Toilet, le musiche per lo spettacolo di “Orfeo Agli inferi” e le pizzerie al taglio. Spinto dalla passione per le arti figurative e musicali, si misura a tempo pieno in tutte questa attività dimostrando in ognuna di esse capacità intuitive e compositive. Ha grosse potenzialità. I suoi capelli indefiniti rappresentano al meglio i molteplici pensieri e la sua condizione di artista. Musica , cinema e teatro sono gli argomenti che preferisce e noi lo abbiamo accontentato. Riuscirà anche a dormire e fare l’ amore? Glielo abbiamo chiesto.

Paolo, qual è stato il tuo approccio alla musica?

Ho iniziato grazie ad un mio amico, Tommaso Bizzarro, un ottimo chitarrista, che mi chiese di partecipare ad un suo progetto. Ero molto affascinato da questa cosa ma all’epoca non suonavo neanche uno strumento, bensì cantavo. Successivamente sono stato attratto dalla chitarra di Tommaso, ma più dal punto di vista estetico. Posso concludere che ho cominciato a suonare per un fatto estetico. Da lì sono nati i Perplex, il mio primo gruppo.

I Perplex sono stati il tuo primo gruppo, con il quale hai realizzato due album. Come è stata questa esperienza? Avete avuto problemi di distribuzione e produzione? O molto semplicemente non avevate grosse pretese ?

Per quanto riguarda la prima domanda, ci siamo autoprodotti e autodistribuiti poichè ad un certo livello è impossibile trovare un etichetta che ti produca. Mentre i problemi che abbiamo riscontrato sono stati piuttosto interni. Ad un certo punto ognuno pensava piuttosto a studiare per diventare biologo, medico e ingegnere abbandonando di conseguenza la musica.

Quindi autoprodotti, autodistribuiti e autodistrutti?

Esattamente.

Paolo, come sono nati i la Pingra?

Beh…quando le cose con i Perplex non andavano più bene. Sentivo il bisogno di continuare a comporre ed esibirmi, ma mi limitavo a lavorare da solo. Contemporaneamente Angela viveva un momento simile con i Grand Guignol. Abbiamo deciso quindi, stufi di quella noiosa esperienza musicale, di riprendere e arrangiare i pezzi messi in disparte e cercare un nuovo sound e di fare un genere tutto nostro. Il tutto comunque è nato dalla noia e da coincidenze fortuite.

Hai parlato di genere e sound . In che modo questi due elementi sono venuti fuori?

Beh … il nostro il lavoro è cominciato per comodità: in principio trasportavo mille strumenti come chitarre, batterie, pedali… Tutto molto scomodo! L’idea è stata quella di semplificare la strumentazione. Con una tastierina dai suoni e ritmi particolari, abbiamo dato vita a brani abbastanza divertenti e, a livello pratico, semplici da usare, che ci permettessero semplicità negli spostamenti, nella composizione e nell’esecuzione, permettendoci di delineare, di conseguenza, le nostre caratteristiche.

Definiresti il vostro genere un Pop- Toys Minimal???

(Risata) Diciamo che l’intento è quello di fare armonie classiche accompagnate dalla linea vocale di Angela, molto particolare, mantenendo il tutto molto scarno, cercando di seguire sempre la nostra impronta stilistica. Avremmo potuto anche arrangiarle e dar loro un aspetto più rock, ma a noi piacciono cosi.

Come e quando nascono le vostre canzoni?

É abbastanza imprevedibile il modo e soprattutto improbabile il quando . Non è mai una cosa programmata. Semplicemente ci ritroviamo a casa dell’uno o dell’altro e, improvvisando sugli strumenti, suonicchiando degli accordi, lei comincia a cantarci su e in momenti particolari (come ad esempio quando stiamo per uscire) ecco uscire il pezzo. In cinque minuti.

Possiamo dire che vi affidate anche un po’ al caso?

Il nostro problema principale è la pigrizia.

Bene.

La vostra è in qualche modo una forma di contestazione verso le istituzioni o la società o piuttosto una forma di alienazione da tutto ciò?

La mia visione della musica è distante dall’idea di quest’ultima come forma di contestazione. Incanalare l’arte nel concetto di disagio, ribellione e denuncia dà una visione sbagliata della musica stessa, e, soprattutto, non dà nessuna risposta o soluzione.

Parliamo ora delle vostre performance live. Voi suonate principalmente a Roma, in posti come il Circolo degli artisti, il Traffic, il May, e, periodicamente, in Molise. Hai vinto, con i Perplex, le selezioni per l’Arezzo Wave nel 2006, dove vi siete guadagnati il palco più importante della manifestazione suonando con le Koko Rosie. Hai partecipato alle selezioni delI’Italia Wave 2010, questa volta con Angela. Avete a che fare quindi con diversi contesti musicali. Come ti appare l’ ambiente musicale in Molise?

A Roma ci riesce più facile suonare, in quanto abbiamo più contatti, la città offre diversi luoghi dove esibirsi e soprattutto dove si coltiva interesse per gruppi emergenti, questo grazie anche alle etichette indipendenti. Così come al nord, dove le persone sono abituate e si coltiva maggiormente questa passione. In Molise la situazione è ben diversa: ci sono molti gruppi anche molto validi e interessati a comporre e fare concerti, ma manca il mercato, il pubblico appassionato e curioso.

Pensi sia un problema culturale? Che la gente preferisca la musica leggera o cantautoriale o che preferisca andare in discoteca piuttosto che approfondire produzioni come le vostre?

Ad Isernia, Campobasso e provincia, coloro che ci seguono sono principalmente i nostri amici o giovani della nostra età. È difficile richiamare diverse generazioni o un pubblico più vasto. A volte è capitato che alcune persone adulte, ridevano della nostra musica poiché preferiscono piuttosto il revival alla sperimentazione. I locali o le discoteche di conseguenza si trovano ad accontentare un genere preciso di pubblico. Diciamo che si cura più il divertimento che l’aspetto culturale.

Hai visto Sanremo?

Purtroppo no (ironico?). Dico purtroppo perché è importante guardare qualcosa di Sanremo. Ci si rende conto di molte cose e tra queste, penso allo strapotere della televisione che è davvero antipatico e che sta uccidendo l’arte e la cultura. E’ ormai davvero troppo numerosa la percentuale di persone che fanno della televisione la loro fonte primaria di informazione, che a mio avviso propone solo spazzatura. Ne segue la convinzione che esista solo quello.

Quindi non guardi molta tv?

Mah … a casa non abbiamo nemmeno comprato il decoder…

Allora chiudiamo l’argomento e passiamo a qualcosa che ti vede protagonista come il cinema e il teatro. Frequenti il Centro sperimentale di Cinematografia dove ti occupi di suono, guardi molti film e componi colonne sonore. Come vedi le forze creative nel cinema italiano?

In Italia ci sono molte idee. Mi verrebbe da dire che sono anche troppe . Diciamo che l’artifizio tecnico si è semplificato, dal momento che telecamere, programmi di montaggio e dispositivi di registrazione hanno dei prezzi accessibili, offrendo a chiunque la possibilità di cimentarsi con il cinema. Il lato positivo di questo liberismo è quindi l’accesso facilitato; allo stesso tempo però porta ad una congestione: le strutture del circuito cinematografico, quello in cui si guadagna, si guardano bene da queste produzioni. Il sistema si va a chiudere in se stesso, ci si scontra sempre con l’importanza di avere conoscenze, contatti o addirittura legami familiari o amicizie influenti. La meritocrazia non viene sempre premiata, ma ancora ne esiste un po’.

Sarà forse il tuo caso?

Il cinema è un esperienza sensoriale completa, la cui visione stimola la persona in quasi tutta la sua totalità. Scaricare un film o guardarlo in streaming fa perdere la magia del cinema stesso. A proposito cosa pensi?

Scaricare un film o guardarlo in streaming per me è come commettere un piccolo omicidio culturale.

Addirittura?

Beh si … ma poi il cinema è nato anche per far condividere esperienze artistiche insieme a più persone. Ha questo ruolo sociale.

Paolo, nell’ ultima settimana di febbraio i La Pingra insieme ad Umberto Petrocelli hanno portato in scena al teatro Sala 1 di Roma il musical “Orfeo agli inferi”. Hai scritto le musiche insieme ad Angela Tomassone. Una domanda che mi viene in mente, considerando anche le altre attività di cui ti occupi è: ma quante ore dormi?

(Grossa Risata) Mah … che ne so … in questo periodo quattro-cinque ore in media.

Riesci a fare anche l ’amore?

( Mi guarda , ride di nuovo)

Quindi… il musical?

Lavorare a teatro è forse la cosa più bella. L’emozione del palcoscenico teatrale è incredibile. Si sente molto il calore del pubblico, anche per uno come me che sta dietro le quinte.

Ovviamente anche per il teatro servono i contatti?

Beh si … ma il problema maggiore per noi sono state le spese di produzione e riuscire a mettere d’accordo trenta persone .

Il risultato?

Beh… Avevamo intenzione di misurarci e migliorarci, di fare uno spettacolo importante e far divertire il pubblico. Credo ci siamo riusciti. Il pubblico ha risposto bene. È il pubblico a decidere tutto.

Paolo, abbiamo parlato del tuo gruppo, della vostra arte ecc. Ti farei ancora molte domande… ma passo all’ ultima:

Qual è il tuo colore preferito?

Mah … ultimamente mi piace una tonalità tra il celeste e il verde chiaro, però un po’ trasparente.

(???)

Bene.

Grazie Paolo e buona fortuna.

 

Per info e contatti

http://www.myspace.com/lapingra

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