GREG HOWE/ In viaggio verso l’Eddie Lang

Continua l’appuntamento settimanale con il meglio delle ultime edizioni dell’Eddie Lang Jazz Festival di Monteroduni in collaborazione con la HandEye Family di Pino Manocchio. Dopo l’eleganza  della chitarra acustica di Tommy Emmanuel questa settimana proponiamo la grinta e il virtuosismo di Greg Howe, protagonista  della scorsa edizione  con il suo  Jazz-rock moderno. Il suo  funky e i suoi fraseggi  fulmicotonici lo vedranno protagonista  anche nell’edizione di quest’anno.

di Andrea Antonilli

howeLa storia della chitarra, in particolare quella rock, è composta da musicisti che sono stati veri e propri capiscuola, che hanno segnato epoche e influenzato intere generazioni. La fine degli anni sessanta ci ha regalato il più grande innovatore di sempre, Jimi Hendrix. Il decennio successivo, probabilmente il più ricco di idee e di talenti, ha avuto Jimmy Page, Richie Blackmore, Steve Howe e tanti altri. Negli anni ottanta con il ciclone Van Halen la chitarra rock conosce l’ennesima grande rivoluzione: nasce il virtuosismo chitarristico. Esaltante per molti e stucchevole per altri, lo “shredding” (termine che identifica questa corrente stilistica) dà alla luce una nuova generazione di chitarristi i quali si concentrano sulla precisione e perizia tecnica della chitarra ai limiti del maniacale.

Greg Howe nasce artisticamente in questo contesto come vero e proprio enfant prodige scoperto dal talent scout Mike Varney, guru della scena rock strumentale degli anni novanta. Varney gli permette di incidere un disco per la sua casa discografica, l’omonimo “Greg Howe”(1988), con il bassista Billy Sheehan e il batterista Atma Anur. A differenza degli altri chitarristi del produttore americano, permeati in un sound prettamente neoclassical metal, Howe sviluppa uno stile più influenzato dal jazz e dalla fusion. È la prima volta che un chitarrista di pura estrazione rock si cimenta in maniera così marcata e convincente nel territorio della musica afro americana. La sua tecnica perfetta, il fraseggio funky unito a chiare atmosfere  bebop lo hanno reso un vero pioniere e, in assoluto, il più influente chitarrista rock fusion di sempre.  In ambito pop ha collaborato con artisti del calibro di Michael Jackson, Justin Timberlake ed Enrique Iglesias.

In attesa del suo ritorno al castello Pignatelli – che lo vedrà impegnato  il 3 agosto  in compagnia di altre due icone della fusion mondiale come Stu Hamm e Dennis Chambers – vi proponiamo un estratto dal live della scorsa edizione. Il brano è “Side note” dal suo ultimo lavoro “Sound Proof”(2010).

La prossima settimana sarà la volta della leggenda del jazz Jim Hall in una deliziosa intervista curata da L’Infiltrato con l’aiuto degli amici della HandEye Family.

 

Greg Howe – Eddie Lang Jazz Festival XX Edition 2010 – “Side Note”

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