Arcade Fire: ecco “The suburbs”, il terzo album del gruppo

Gli Arcade Fire, il gruppo composto da marito e moglie, esce con il terzo album, The Suburbs, che ricorda alcune sonorità del Duca Bianco.

di Gilbumm

The_Suburbs_Arcade_FireSe una band di una casa discografica indipendente vola in cima alle classifiche di tutto il mondo, senza aver bisogno di pubblicità, significa che la loro musica è davvero molto buona. Il caso degli Arcade Fire, rock band indipendente canadese, ne è davvero l’emblema. Dal 2003, anno in cui il duo composto da Butler e Chassagne ( marito e moglie) inizia a reclutare musicisti, gli Arcade Fire non si sono più fermati.

Il loro debutto è arrivato nel 2004 con l’album ”Funeral”, curatissimo negli arrangiamenti e con un’appariscente  ricerca dell’effetto emotivo, probabilmente derivato dalla scomparsa di alcuni familiari dei componenti del  gruppo, morti durante la registrazione dell’album. Per molti fans “Funeral” rimane il miglior disco della band, anche perché  il successivo lavoro, “Neon Bible” (2007),  è sicuramente più convenzionale rispetto al primo, ma anche più completo.

Scrivere una recensione sugli Arcade Fire o catalogarne la musica non è semplice,  si sente molto l’influenza di maestri del rock come David Bowie o Neil Young, ma loro rielaborano la lezione grazie alle contaminazione di più stili e alla molteplicità di strumenti (chitarra, basso, pianoforte, violino, viola, violoncello, xilofono, arpa, corno francese, fisarmonica, mandolino ) , sembrando quasi una piccola orchestra composta da sette elementi.

Oltre che dalla critica, la consacrazione è arrivata anche da artisti del calibro di Chris Martin che, dopo averli ascoltati ad un concerto, li ha definiti  “il più grande gruppo di sempre”,  mentre il Duca Bianco, nel 2005, li ha voluti sul palco al suo ritorno sulle scene dopo la sosta forzata a causa del suo stato di salute.

Il terzo album è uscito da qualche giorno, si intitola “The Suburbs” (2010), ed è stato uno dei dischi più attesi del 2010, non solo per chi ascolta rock indipendente ma per tutti gli appassionati di musica. Fin dal primo brano si intuisce che The Surbubs non è un disco di facile comprensione anzi , è molto coraggioso, non solo nell’aspetto musicale, ma anche nel modo in cui Butler & Company affrontano  il meno affascinante dei luoghi della contemporaneità, i sobborghi.

Nella loro musica vengono abilmente  incapsulati i sentimenti della vita quotidiana evocando la mediocrità e la banalità della periferia. I contrasti tra presente e passato sembrano rincorrersi, dando un senso di compattezza al disco. Il risultato è un concept album fatto di testi pieni di insicurezza e di confusione, dove la musica fa da contorno con suoni e arrangiamenti curati in modo maniacale.  La cosa più sorprendente è che nelle 16 tracce non troviamo una canzone che possa diventare una hit come ” No Cars Go” o “Wake Up” degli album precedenti, altro aspetto molto coraggioso della band.

The Suburbs”, brano d’apertura, è una ballata che scava nei ricordi di Butler, con sonorità che potrebbero ricordare sia David Bowie che Bruce Springsteen. Nella seconda canzone, “Ready to Start”, primo singolo del disco, il ritmo sale, un sali e scendi che accompagnerà tutte le 16 tracce, passando per brani come “Rococo”, ispirata alla musica barocca.

Tra i pezzi più interessanti ci sono sicuramente da segnalare “Empty Room” e soprattutto “Half Light II (No Celebration)”, emblema dei nuovi Arcade Fire che usano i synth al posto dei cori. “Suburban War” è una fotografia dei nostri tempi, un po’ malinconia, un po’ nostalgica, ma la maggiore sorpresa di tutto il disco è sicuramente “Sprawl II”, un misto forse un po’ improbabile tra Abba e New Order.

Gli Arcade Fire con questo album continuano il loro percorso creativo, un’evoluzione che porta speranza per il proseguo della band. Di sicuro si sono messi alla prova e il risultato è stato ottimo, altrimenti non si riuscirebbe a spiegare come un gruppo di un’etichetta indipendente  riesca a raggiungere il successo mainstream, pur mantenendo la loro integrità fisica. Secondo Butler  l’uomo comune passa la vita a evitare situazioni di tensione, per questo sceglie i sobborghi, perché non lasciano spazio a rischi. Gli Arcade Fire invece rischiano e per questo non saranno mai mediocri.

GUARDA IL VIDEO DI “READY TO START”

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