NICCOLÒ AMMANITI/ “Ti prendo e ti porto via”

 “Nella vita le cose passano sempre, come in un fiume. Anche le più difficili che ti sembra impossibile superare le superi, e in un attimo te le trovi dietro alle spalle e devi andare avanti” . Pubblicato nel 1999 “Ti prendo e ti porto via”, resta un altro grande lavoro  di Niccolò Ammaniti.

di Maria Ciavotta

ti_prendo_e_ti_porto_viaLa storia è ambientata a Ischiano Scalo, una cittadina inventata, dove “il mare c’è ma non si vede”.  I protagonisti sono Pietro Moroni, figlio di genitori sprovveduti e pieni di problemi e Gloria la sua migliore amica. Le loro storie si intrecciano con quelle di Graziano Biglia, playboy, fricchettone e fallito, e la professoressa Flora Palmieri.

“Pietro Moroni appoggia la bici contro il muro e si guarda in giro. Ha dodici anni compiuti ma sembra più piccolo della sua età. E’ magro. Abbronzato. Una bolla di zanzara in fronte. I capelli neri, tagliati alla meno peggio, da sua madre. Un naso all’insù e due occhi, grandi, color nocciola. “Dov’è Gloria?”si chiede.”

Grazie ad un flashback del piccolo Pietro si ripercorrono i mesi trascorsi nell’anno scolastico appena passato. Pietro deriso da tutti i compagni di classe trova la sua felicità solo nell’amicizia di Gloria, che adora Pietro e le sue storie.

Graziano, detto “Il Biglia”, dopo la vita in giro per il mondo torna ad Ischiano con il sogno di aprire una jeanseria,  fa innamorare la professoressa Palmieri, donna che non ha mai conosciuto l’amore, se non quello per la propria madre che da anni assiste in un letto, distrutta da una terribile malattia.

Le storie dei 4 personaggi sono parallele e si ricongiungono soltanto nel finale, inaspettato e drammatico.

Molti lettori hanno definito il romanzo pulp, termine che deriva da alcune riviste pubblicate negli Stati Uniti che pubblicavano narrativa popolare e scontante, con il quale sono stati additati anche autori come Balzac, Hugo e importanti premi Nobel.

Un romanzo molto bello, costruito minuziosamente in tutti i particolari, che porta il lettore ad aspettarsi di tutto, senza mai sapere mai cosa accada veramente.  Una scrittura abile nella creazione di storie parallele, ricca di metafore per una società che si presenta più che squallida.


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