LIBRI DA LEGGERE/ Suad Bruciata viva, vittima della legge degli uomini

Suad Bruciata viva, non è il solito libro messo lì per attirare l’attenzione dei media e delle persone, ma è la storia vera di una ragazza della Cisgiordania sottomessa, picchiata e bruciata proprio da chi l’ha messa al mondo. Un libro da leggere che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo: mostrare alle donne che esiste una vita diversa da quella fatta di sola obbedienza, lavori domestici e violenza senza alcun diritto all’istruzione.

di Letizia Malanga

Bruciata_viva1“Una doccia fredda sulla testa, il corpo che diventa una torcia umana, mentre lo spirito di sopravvivenza affonda i piedi nella terra e salta la staccionata della prigione. Senza scarpe e il fuoco della morte addosso, si butta dall’altra parte.”

Suad, ragazza colpevole di aver violato le leggi degli uomini secondo le quali una donna non può guardare un uomo negli occhi, non può parlargli e dove l’onore della famiglia vale molto di più della vita di un essere umano.

“Cintura o bastone,venivamo picchiate, credo, tutti i giorni. Un giorno senza botte non è un giorno normale…Era questa la legge del villaggio, la legge degli uomini”

Vi starete chiedendo cosa abbia fatto questa donna per meritarsi tutto questo;   ebbene Suad era “colpevole” di essere rimasta incinta dopo un rapporto clandestino, anche se quell’uomo  era l’amore che ogni giorno sognava da dietro le finestre di casa sua.

“Ad un tratto un liquido freddo mi cola sulla testa, in un attimo il fuoco è su di me. Brucio. Il film scorre più in fretta, le immagini si susseguono rapidissime. Corro scalza nell’orto, mi batto le mani sulla testa, grido. Sento sulla schiena la stoffa che cola via. Anche i vestiti sono in fiamme. In quell’odore di petrolio corro, corro, ma i pantaloni m’impediscono di andare in fretta. Il terrore mi guida, d’istinto, lontano dal cortile, verso l’orto, perché non c’è altra via d’uscita…”  

Quando venne scoperta, il padre incaricò suo genero di versarle addosso della benzina, dandole fuoco. Dopo questo episodio Suad riuscì a scappare e, grazie all’aiuto di un’organizzazione umanitaria la sua vita e quella del suo bambino furono messe in salvo. Oggi Suad (nome di fantasia) vive sotto falsa identità per tutelare la propria incolumità fisica, e così nel corso degli anni è riuscita a costruirsi una nuova vita e a fare tutto ciò che in precedenza le era stato negato.

Purtroppo troppi immigrati portano con sé il retaggio di una cultura medievale, spesso, in antitesi con i diritti fatti propri dalle donne occidentali .

Ancora oggi tanti sono i casi di violenza. Ricordiamo Sanaa, diciottenne marocchina, uccisa dal padre perché conviveva con un giovane italiano; e prima ancora il caso di Hina ventenne pakistana uccisa dal padre e dai suoi due cognati, e poi sepolta nell’orto di casa per aver avuto una relazione con un coetaneo italiano e aver respinto il tentativo della famiglia di farla sposare con un cugino pakistano.

E allora, ecco l’importanza di un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo : mostrare alle donne che esiste una vita diversa da quella fatta di sola obbedienza, lavori domestici e violenza senza alcun diritto all’istruzione. Un mondo dove le donne possono studiare, lavorare e innamorarsi liberamente.

Lascio concludere questo articolo a Suad:

“Durante l’infanzia e l’adolescenza non ho mai conosciuto né gioia né piacere, solo sfruttamento, privazioni e violenza. Oggi voglio combattere quel mondo di tradizioni arcaiche, nella speranza che le ragazze più giovani possano avere un destino diverso dal mio”.

 

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