LIBRI/ “Né qui né altrove, una notte a Bari”, di Gianrico Carofiglio

Gianrico Carofiglio, importante magistrato e senatore italiano, ma soprattutto scrittore, questa volta ci racconta una semplice storia fatta di vecchie amicizie, desideri e speranze ormai perse. Vincitore del “Premio Bancarella” nel 2005 con il romanzo “Il passato è una terra straniera”, lo abbiamo conosciuto, in particolar modo, per i suoi romanzi in cui l’avvocato Guerrieri risolve diversi casi.

di Maria Ciavotta

n_qui_n_altrove_una_notte_a_bari«E tutto si era svolto in quella trama di strade squadrate e regolari nelle quali, in certi pomeriggi deserti d’estate, quando c’era il maestrale, e l’aria era nitida, ogni angolo sembrava il punto di fuga verso un infinito pieno di promesse.»

Dopo venti anni di totale estraniamento tre vecchi amici Paolo, Giampiero e l’io narrante si incontrano per passare una serata insieme, come ai vecchi tempi.

Avendo frequentato l’università di Giurisprudenza a Bari i tre hanno condiviso particolari momenti insieme, ma dopo la laurea le loro vite hanno preso strade diverse. Paolo si trasferisce a Chicago dove diventa professore universitario, Giampiero, come il padre, diventa notaio e l’io narrante, sempre convinto di non rimanere a Bari, ci rimane e fa lo scrittore.

“E poi proseguii, in una sequenza sconnessa, chiedendomi quando era stata l’ultima volta che avevo fatto una cosa per la prima volta. Non trovai risposta e persi l’equilibrio fra i pensieri. Mi sarebbe accaduto altre, volte quella notte.”

 

Così i tre vecchi amici si ritrovano a passare una serata insieme a Bari, ripercorrono le strade che un tempo erano ricche di significati e che scoprono ancora intatti e vivi, le strade, il cinema, le librerie, la basilica si San Nicola, il lungomare, i panifici in cui si sente il profumo della focaccia e si scoprono anche cose che non credevano esistere.

Però mi accorsi delle palme solo quella sera. Le guardavo con stupore quando ero bambino, da un certo momento in poi smisi di vederle, più o meno quando smisi di fare le domande agli adulti e smisi di vedere un sacco di altre cose.”

L’idea originale di Carofiglio era quella di scrivere una sorta di guida turistica della città, ma alla fine le storie cariche di sentimenti, hanno avuto la meglio, e il romanzo è diventando quasi un racconto autobiografico.

 

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