LIBRI/ Gomorra: il coraggio di denunciare

Da quando è tornato in televisione, Roberto Saviano è nuovamente sotto i riflettori. Tutto cominciò da Gomorra, pubblicato da Mondadori nel 2006. Gomorra è tutt’altro che un comune romanzo in cui l'autore intende far luce su quanto accade non solo nella sua città, ma anche nel resto d'Italia.

di Francesca Santoro

gomorra-savianoNon si serve di particolari giochi linguistici, o di un lessico sofisticato. Il lessico adoperato è povero, costituito perlopiù da espressioni dialettali ed abbondanza di parolacce.

Se si dovesse analizzare il testo dal punto di vista sintattico è facile arrivare all’affrettata conclusione che esso sia al quanto povero, ma la sua ricchezza sta nella semantica, nei contenuti.

Saviano non racconta, ma denuncia; non mira ad immedesimarsi nei sentimenti dei suoi personaggi, ma illustra dettagliatamente ogni fatto di cronaca.

Non si preoccupa di urtare la sensibilità dei suoi lettori: nel momento in cui descrive una sparatoria o un omicidio riporta esattamente il numero dei colpi inferti. Tutto ciò non è sadismo, non è cinismo, ma coraggio di denunciare, di rompere il silenzio che ha avvolto e continua ad avvolgere questa tematica.

E’ il coraggio di chi osserva e ripugna ciò che vede, di chi vive nella terra della vergogna ma ne ripudia l’appartenenza, di chi intende, con la propria esperienza, incrementare la consapevolezza dei suoi lettori.

La sua è una protesta che non sente ragione, una protesta che non ammette sfumature, che non ammette mediazioni, che non omette alcun particolare al fine di aprire gli occhi di chi non sa, che non passa inosservata.

Saviano non ha scritto questo libro per vincere l’oscar, eppure la sua protesta ha fatto tanto rumore da essere considerata a dir poco degna di lode, ma il suo rumore è stato interrotto dalle minacce di chi dirige una delle più turpi organizzazioni e teme che ne vengano svelati i segreti più oscuri, le tattiche e i piani più crudeli.

Opere ispirate da tanto coraggio e produttrici di tanto rumore ai nostri tempi sono anche molto rare ed è compito di chi crede nei valori di questi grandi scrittori far risuonare il loro rumore, in quanto a volte le minacce dei turpi possono turbare la loro arte e produrre paura di denunciare, ma chi li sostiene ha il dovere di mantenere la memoria delle loro opere, di lottare assieme a loro per tentare di cambiare la realtà circostante.

Saviano, dunque, con Gomorra ha il desiderio di aprire gli occhi ai lettori, affinché essi sappiano e non cadano nella trappola della camorra, perché, come egli stesso scrive, “Casalesi non si nasce, si diventa”!

 

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