LIBRI DA LEGGERE/ “Il Tailleur Grigio” di Andrea Camilleri vola tra realtà e apparenza.

Con Andrea Camilleri non c’è solo Montalbano. “Il tailleur grigio”, pubblicato da Mondadori nel 2008, rappresenta un autentico capolavoro e finisce di diritto tra i libri da leggere. Un romanzo d’effetto, dunque, le cui trame s'intersecano perfettamente, un puzzle completato in modo corretto, un’opera d’arte i cui dettagli non sono stati minimamente trascurati.

di Francesca Santoro

e-Andrea-CamilleriMediante la sua scrittura frizzante, leggera, rigorosamente siciliana, Andrea Camilleri intende raccontarci la storia travagliata di Febo Germosino, alto funzionario di banca, che d’un tratto si trova a dover fare i conti con la sua nuova vita da pensionato. Abituato com’era a ritmi e orari ben precisi, ora deve pensare a come amministrare il suo smisurato tempo libero.

Due avvicendamenti negativi fanno capolino nella sua esistenza: un malessere che lo condurrà ad una morte lenta e logorante ed un lavoro losco, legato ad un celebre boss mafioso, che, fortunatamente, non riuscirà mai a svolgere. Febo Germosini non è però il solo protagonista: il fulcro di questo romanzo, infatti, è sua moglie Adele, una donna estremamente misteriosa, un groviglio di contraddizioni caratteriali. Ella è tanto peccaminosa quanto innocente, tanto spietata quanto dolce.

Adele si presenta come una donna senza scrupoli e, non avendo alcuna considerazione del marito, lo tradisce senza neanche preoccuparsi di nascondersi, è un personaggio estremamente libidinoso, la cui smania sessuale è quasi patologica. Ciò nonostante, la nostra protagonista è fervidamente attaccata alle apparenze, è una donna che, in un certo qual modo, nella “cerimonia della vestizione”, non permetteva al marito di entrare: egli poteva osservare solamente da lontano, come se Adele volesse preservare il suo candore, pur provocando al contempo il marito con i suoi movimenti sensuali. Si definisce ella stessa un deserto arido su cui l’acqua non produce effetto alcuno e questa sua auto definizione trova autenticità in buona parte del romanzo, ma nel medesimo istante in cui si ritiene di aver compreso tale personaggio, al contempo si perviene alla constatazione di non averla mai capita davvero.

Dal momento in cui Febo si ammala gravemente Adele diviene una moglie ed un’infermiera perfetta e inizialmente si può ritenere che ella lo faccia unicamente per essere elogiata dalla gente che viene a far visita in casa loro, ma da una lettera che scrive alla sua migliore amica si evince che la malattia le ha ricordato l’amore che provava per Febo. Diviene una donna trascurata, che castiga il suo corpo, un corpo che prima curava con tanta meticolosità e nei giorni del lutto porta un Tailleur Grigio, indossato precedentemente per la morte del suo primo marito.

Un ultimo sguardo va al rapporto che avevano Adele e Febo, prima così uniti da superare anche il disappunto di Luigi, il figlio di Febo avuto dalla prima moglie Michela, poi così estranei, così distaccati, così lontani che il loro amore aveva lasciato posto ad un silenzio insormontabile, un’incomunicabilità che gradualmente diveniva abituale. Febo aveva ricevuto tre lettere concernenti i numerosi tradimenti di Adele, ma in fondo egli ne è talmente conscio da diventare quasi il suo complice.

Ciò è desumibile dal fatto che egli le rivela che un suo dipendente l’ha vista nei pressi del Motel Regina e le consiglia di scegliersi un posto più sicuro per i suoi incontri. Questa complicità rassegnata è il sintomo tangibile di una coppia distrutta da una barriera invalicabile, costituita da convinzioni e congetture, delusioni e indifferenze: Febo, ormai persuaso dall’idea d’aver sposato “un deserto inutile da innaffiare” e Adele, troppo presa dalla sua vita mondana e dai suoi incontri amorosi, al Motel Regina e successivamente persino nella loro villa.

E’ paradossalmente la malattia che porta il sole in questa coppia che riscopre sentimenti lasciati nel dimenticatoio, gesti dolci e in seguito reputati inutili, ed è questo ciò che importa, al di là dei dubbi e delle resistenze. Il romanzo sembra finire così, col suo lieto fine perfetto, ma un interrogativo resta: chi è davvero Adele?

 

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