LIBRI DA LEGGERE/ Acciaio di Silvia Avallone

Laureata in Filosofia presso l'Università degli studi di Bologna, Silvia Avallone è una scrittrice e poetessa emergente nel panorama letterario italiano. Col suo ultimo romanzo, ''Acciaio'', ha vinto il Premio Campiello 2010 e si è classificata in seconda posizione al Premio Strega, dopo Antonio Pennacchi e il suo Canale Mussolini.

di Sara Barone

acciaioUn esordio sorprendente che ha entusiasmato il pubblico e il mondo della critica, forse perché attraverso la semplice storia di due adolescenti è riuscita a delineare il volto dell'incertezza di un'intera generazione.

Anna e Francesca sono amiche, anzi sorelle. Sono bellissime e smaniose di entrare a far parte di quel mondo irraggiungibile degli adulti. Nonostante il loro sorriso irresistibile e contagioso, sono spesso costrette a mettere da parte i giochi in spiaggia e a fare i conti con la dura realtà che caratterizza la loro vita. Vivono a Piombino, negli squallidi casermoni che il Comune ha riservato agli operai dell'acciaieria Lucchini. Vivono il profondo disagio di due famiglie segnate da una disperazione latente e lacerante. Francesca non torna volentieri a casa perché sa di dover fronteggiare le violenze fisiche e psicologiche del padre, senza che la madre, ormai afflitta dalla vita, intervenga ad aiutarla. Anna sente la mancanza di un padre, sempre lontano da casa perché troppo indaffarato a portare a termine i suoi loschi affari e sente la mancanza di suo fratello Alessio, immerso nella sua duplice condizione di operaio di giorno e tossicodipendente di notte.

Le due amiche sono troppo giovani per disfarsi della spensieratezza che dovrebbe essere connaturata alla loro età. Hanno bisogno di respirare. Vogliono amare. Sarà per questo che la loro amicizia diventa così intensa da trasformarsi in qualcosa di più grande, comportando un'improvvisa rottura fatta di silenzi e dolore. Vorrebbero intraprendere strade separate ma sanno di non poter fare a meno l'una dell'altra per riuscire a disfarsi del grigiore che avvolge la loro esistenza.

Cercano di smascherare le loro sofferenze dietro un'apparente superficialità nel gestire le relazioni. Si buttano a capofitto nelle situazioni, nelle persone, hanno fretta di crescere, di fare esperienza, di arrivare per prime. Adoranoacciaiocopertinaprovocare i ragazzi più grandi servendosi dei loro corpi appena sbocciati, perché l'unica cosa di cui riescono ad essere sicure è la loro bellezza. Fa da scudo a tutti i mali che i loro occhi sono costretti a sopportare quotidianamente. Crea uno spazio intimo riservato esclusivamente a loro due, uno spazio in cui non sono ammessi genitori, fratelli, ragazzi.

Insomma anche in questo romanzo, l'adolescenza si mostra in tutti i suoi aspetti cruciali. Ma la scrittrice è riuscita a dipingerne un profilo molto personale e originale, senza cadere nel comunissimo rischio della banalità. Dalla storia di due adolescenti come tanti altri, Silvia Avallone ha raccontato il romanzo dell'Adolescenza.

 

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