Kinsale, “Il Porto dei Sogni Incrociati” di Bjorn Larsson

A  Kinsale, in Irlanda, è ambientato il libro de “IL PORTO DEI SOGNI  INCROCIATI” di Bjorn Larsson. Recensione.

A Kinsale, in Irlanda, è ambientato il libro de “Il porto dei sogni incrociati” di Bjorn Larsson. Recensione.

 

 

Una delle ultime uscite hollywoodiane è stata “Up in the air” (Tra le nuvole); lo dico perché è stato il mio primo pensiero una volta conosciuto Marcel, il protagonista del libro che mi appresto a recensire. La somiglianza tra Ryan Bingham (George Clooney) e Marcel sta nel fatto che entrambi rifiutano di stanziarsi nello stesso posto più del necessario.

Marcel è un giovane capitano di una nave mercantile che solca le acque dei mari nordici europei; è una persona impavida, misteriosa, che sa affrontare qualsiasi tipo di situazione con naturalezza. Ma la sua capacità più grande è quella di saper cogliere tutto ciò che c’è nel cuore delle persone che incontra, tutto ciò che il loro inconscio desidera ma che si rifiutano di esteriorizzare. Di essere, come lui stesso si definisce, un venditore ambulante di sogni.

L’autore, Bjorn Larsson, inizia la gran parte dei capitoli del libro con le stesse espressioni: “Ci sono giorni, sull’Atlantico…”, “C’erano giorni, a Kinsale,…”, quasi per dare al romanzo uno slancio fiabesco, e come nelle più classiche favole, Marcel, con i suoi occhi a mandorla e il suo indelebile sorriso, diventerà la chiave di volta delle vite di quattro persone, ciascuna delle quali conosciuta in un porto diverso. C’è Rosa Moreno, conosciuta in Galizia; una giovane orfana piena di sogni ed aspettative, imprigionata nelle logiche di paese, che si innamorerà del capitano ma che naturalmente non sarà in grado di fermare.

C’è Madame Le Grand (Mama), vedova francese, il cui obiettivo è schedare le vite di tutti i marinai di passaggio nel porto per onorare il suo adorato marito. C’è Peter Sympson, gioielliere irlandese che cerca nelle pietre preziose la perfezione che non riesce a trovare negli esseri umani.

Ed infine c’è Jacob Nielsen, ingegnere informatico che ha speso tutta la sua vita per raggiungere successo ed indipendenza, perdendo come contropartita l’affetto dei suoi figli.

I destini di queste persone si incontreranno materialmente a Kinsale, in Irlanda, la cittadina con il porto dei sogni  incrociati, per ascoltare finalmente la “storia” di Marcel, colui che ha offerto ad ognuno una svolta.

Coprotagonista del racconto è il Mare, visto come un essere vitale, che accompagna i personaggi lunga la loro vita, che li aiuta ad incontrare altre persone, che gli regala la possibilità di affrontare il proprio destino: insomma, che li aiuta a sognare…L’obiettivo dei personaggi del libro è quello di ricordare e non essere dimenticati, e soltanto il destino potrà dirgli se lo raggiungeranno. Mentre posso dire con sicurezza che l’obiettivo dell’autore di catturare il lettore e farlo riflettere sulla caducità dell’uomo e sull’importanza dei sogni, è pienamente raggiunto.

“La vita, nel migliore dei casi, era un’immensa giostra, ci si mette in coda, si passa un momento divertente e si può sempre tornare a fare un altro giro.”

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