ERRI DE LUCA/ “Il peso della farfalla”

di FS

Un racconto come una fiaba. Ricorda Hemigway. La sfida diventa rapporto, confronto, comprensione, unisce nella fine. Un camoscio sa più di quanto i suoi simili conoscono. Più forte e più astuto per le asprezza vissute da cucciolo. “In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove“.

È il re dei camosci, vestito di vento, una farfalla bianca posata sul corno sinistro, il suo è un lungo regno, dallaIL_PESO_DELLA_FARFALLAdiscendenza forte e numerosa.

Un uomo ha scelto di ritirarsi nel bosco, vive i ritmi delle stagioni, la loro fatica, l’alpinismo è funzionale alla caccia, arrampica su rocce che gli altri salgono con corde, “nelle imprese la grandezza sta nell’avere in mente tutt’altro”. Cattura esemplari di camoscio per venderne pelli e carne al villaggio, ladro di bestiame, collega del ragno. Nessuna discendenza, “pochi di loro ebbero figli durante gli anni rivoluzionari”.

Entrambi rompono le regole del branco, non la legge di natura. L’uomo ne ha portati a valle più di trecento, il re l’ha sempre beffeggiato.

La montagna è il territorio della sfida. Il regno dell’orso, dell’aquila, la montagna delle vette, le rocce spioventi, i passaggi ostili. I camosci eseguono danze sopra i precipizi, in piena corsa, uno dietro l’altro, ripetendo l’identica sequenza di passi, come un “rammendo tra due bordi, un punto di sutura nel vuoto”.

È novembre. Un giorno pieno di sole. L’ultimo giorno per entrambi. Meno forza nelle gambe, l’affanno nel respiro. Il camoscio esplora le sue rocce, fiuta l’arrivo della neve amica e l’odore dell’uomo e della sua canna di fucile. Lo vede: è sdraiato tra le rocce, sopravento, l’arma puntata verso il suo branco. Per il camoscio, alle sue spalle, l’uomo è inevitabilmente preda, un salto sulla schiena, il peso del corpo a fare il resto.

Picchia lo zoccolo per farsi sentire, la sfida è leale. La grazia disegna trame preziose di balzi furiosi e il cappello dell’uomo è volato. Il camoscio l’ha lasciato illeso. Sotto lo sguardo del branco, oramai fuori tiro, torna indietro, su una roccia, aspettando di ricevere il colpo mortale.

La vittoria ha il sapore di sconfitta. L’uomo non avrebbe sparato mai più.

Ma un altro è il finale e un’altra la lezione: l’equilibrio è fatto di piccoli pesi.

Note: Adatto a tutti, anche ai ragazzi, insegna ad amare la montagna e a rispettare la natura.

 

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