DIABOLIK/ Cinquanta candeline per un mito del fumetto italiano

di Maria Ciavotta

Cinquant’anni di rapine. Cinquant’anni con Eva Kant. Cinquant’anni di classe nella Jaguar. Nel 1962, Angela e Luciana Giussani davano vita ad uno dei più grandi fumetti di sempre, Diabolik. La lunga storia del ladro è raccontata, a cinquant’anni dalla nascita, da numerose mostre ed eventi in una lunga maratona dal nord al sud d’Italia. Ogni mese, infatti, in molte città italiane ci sarà il tributo al personaggio. Un evento imperdibile per gli amanti dei fumetti e per i seguaci del “Re del terrore”.

diabolik_anniversarioDenaro e gioielli, ricche famiglie o banchieri, queste le vittime che i due ladri derubavano più volentieri e che servivano loro per finanziare la prosperosa vita o la ricerca e la realizzazioni di strumenti di lavoro altamente tecnologici. Le armi speciali scelte non avevano niente a che fare con le armi da fuoco. Veleni, droghe, pugnali, esplosivi e lanciafiamme erano e sono, le specialità di Diabolik. Spietato e senza scrupoli il personaggio di Diabolik è nato così. Nel tempo ha subito un’evoluzione: diventato più “morbido” grazie all’incontro con Elisabeth Gay, diventata in seguito Eva Kant. La timida infermiera dagli occhi verdi non impiegò molto a rapire il cuore del ladro che a sua volta rubò il suo. Da quel momento il personaggio femminile divenne coprotagonista del fumetto. Fu il secondo colpo di genio delle Giussani a introdurre dal terzo episodio l’eroina che accettò di rimanere l’ombra del suo compagno mantenendo comunque una certa autonomia con la sua eleganza che la contraddistinsero da tutti gli altri personaggi donna del mondo del fumetto.

I due hanno trascorso numerose avventure in un rapporto diventato simbiotico nel corso degli anni. Guidati sempre da un codice di lealtà nell’illegalità: senso dell’amicizia, il rispetto dei più deboli e la sfida agli strozzini e agli aguzzini. Sfuggire da Ginko, l’integerrimo ispettore di polizia che della rincorsa a Diabolik fece la sua filosofia di vita. Al pari del ladro come ingegno e furbizia, disposto a perdere la vita se insieme a lui l’avesse persa anche il dannato Diabolik. Le sorelle Giussani impiegarono molto tempo (ben 22 episodi) per rendere la vita di Ginko meno amara (forse). Nel 1964 arrivò Altea di Vallenberg temeraria duchessa dal cuore impavido, nobildonna dal carattere roccioso, personaggio ambiguo con un passato triste e difficile capace anch’essa di commettere crimini e di allearsi addirittura con Eva Kant.

L’Italia del fumetto celebra così un’altra grande pagina del disegno. Un’ovazione al genio delle Giussani che dagli anni sessanta a oggi hanno innovato il settore della fumettistica. Diabolik, infatti, fu concepito in un’edizione tascabile, facile alla lettura in ogni luogo.

A marzo per celebrare i 50 anni di questa grandiosa avventura, la casa editrice Astorina pubblicherà un numero speciale con 160 tavole nuove che propongono due puntate del celebre fumetto: L’arresto di Diabolik” e il seguito “Atroce vendetta”. Arrestato dall’ispettore Ginko, suo instancabile nemico, Diabolik sfuggirà alla condanna a morte grazie alla solita Eva Kant.

LEGGI ANCHE

SERGIO BONELLI/ L’audace, Galep e Tex Willer:”Grazie perché ci hai fatto sognare.”

GIAN MARIA VOLONTÉ/ Ritratto di un attore contro, un grande uomo.

ELDA LANZA/ La prima presentatrice della tv italiana, l’allieva di Sartre, l’amica di Gaber…

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.