CARLA SIGNORIS/ Ho sposato un deficiente (Maurizio Crozza)

di Farnocchia

L’attrice Carla Signoris, già colonna dei genovesi Broncoviz nonché consorte del comico Maurizio Crozza, non poteva trovare titolo più esplicito per quest’ironico e reale campionario di tutti i disastri e le abitudini imbarazzanti che ogni donna ignora fino al  giorno stesso in cui il suo uomo si è trasformato in marito.

La storia, sostantivo femminile, parla sempre al maschile. La storia non ha spirito di copro: il suo corpo è femmina, perchè tutti siamo figli della nostra storia, ma il cervello è maschio, e infatti guarda che casino.carla-signoris

Si legge d’un fiato si ride spesso e si sgranano gli occhi, perché Carla Signoris con sofisticata ironia  e sorridendo tra una legnata e l’altra, non risparmia niente e nessuno, nemmeno la malcapitata lettrice che si trova inconsciamente (e pericolosamente) tirata in ballo almeno in una dei tanti capitoli.

Deficiente è participio presente del verbo latino deficere; deficiente nel senso di colui che defice: lacunoso, mancante; mancante di tutto ciò che è indispensabile per essere una donna.

Certo, ci lamentiamo molto dell’altra metà del cielo, ma tra riffa e raffa continuiamo a leggere, scrivere e discutere di questa massa informe di mammoni, brontoloni, stronzi, pasticcioni e deficienti (parola per la prima volta utilizzata a dovere!) capitanati da un Crozza a noi sconosciuto: il Crozza marito, padre e (concedetemi la parola) burattino dei vari siparietti di cui è protagonista insieme alla sua inseparabile, disperata ed (auto) ironica moglie.

Un libretto piacevole, divertente, scorrevole e dal doppio uso (è scientificamente testato che se usato contro il compagno come arma impropria può far male!) dove ognuna di noi può ritrovarsi e ritrovare quegli atteggiamenti che la Signoris deride ed accetta a causa del misterioso fascino (oppure di quel famoso filtro magico della nonna!) che rende il marito ai suoi occhi spiccicato, anche con l’avanzare del giro di vita, a Sean Connery!

Geneticamente noi femmine abbiamo ventritré coppie di cromosomi XX, mentre loro, i maschi, hanno ventidue coppie di XX più una di XY; quindi la differenza tra il maschio e la femmina è nel gambetto di un cromosoma. Noi femmine abbiamo un gambetto in più. Lo dice la scienza, non io.
L’invidia del pene? Sono loro che hanno invidia del gambetto! 
I maschi il quarto gambetto ce l’hanno in mezzo alle gambe. È’ per questo che lo sbandierano continuamente: per far vedere che il gambetto ce l’hanno anche loro!

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