BAR SPORT/ Benni racconta…

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Il pomeriggio al bar con gli amici, tra un biliardo e una partita a carte è lo stile di vita abbracciato e prediletto da molti e il primo libro di Stefano Benni, pubblicato per Mondadori nel 1976, ne è la dimostrazione. Bar Sport è il ritratto divertente e surreale delle giornate trascorse in un bar di provincia, un’esasperazione ironica di virtù e difetti incarnati in personaggi non così lontani dalla realtà.

 

C’è la cassiera bella da togliere il fiato e le due anziane signore che parlano delle ultime disgrazie, oltre a costituire parte integrante dell’arredamento. Il professore di filosofia, grande esperto di posteriori femminili e l’immancabile nonno da bar che guarda sempre la televisione, anche quando è spenta, fumando il suo toscano e sputando in giro. E ancora il barbiere, il benzinaio, l’ingegnere, il meccanico e il classico playboy da bar, sempre pronto a raccontare le sue ultime, e rigorosamente inventate, avventure amorose.

Tutte le conversazioni nel Bar Sport passano in rassegna del Tecnico, specializzato nello studio della Gazzetta dello Sport, ma grande esperto di tutto. E poi c’è il personaggio più temuto dal barista: il bimbo del gelato, capace di aspettare fino all’orario di chiusura con le sue cento lire in mano.

Il telefono a gettoni è sempre occupato, c’è il flipper con annessi giocatori professionisti di flipper, l’insegna mai funzionante, la pesca col boero, il biliardo, il calcio balilla, gli innumerevoli giochi di carte. Ma la vera protagonista del Bar Sport, l’anima di questa grande e variegata famiglia è la Luisona, regina indiscussa nella bacheca delle paste dolci. Chi frequenta il bar sa che non è affatto consigliabile mangiarne una, ma non manca l’ignaro e malcapitato passante che cade in errore.

Stefano Benni riesce a raccontare la realtà con un umorismo disarmante, sa tratteggiare i suoi personaggi caricandoli di una forza quasi surreale, eppure così vicina alla verità più profonda.

Bar Sport , a cui tra l’altro ha fatto seguito Bar Sport Duemila nel 1997, è senza ombra di dubbio un classico della letteratura umoristica, una lettura divertente in cui è facile riconoscere se stessi, gli amici, i ricordi dei momenti trascorsi nel bar del paese.

La versione cinematografica del libro, portata nelle sale lo scorso 21 ottobre, ha visto tra i protagonisti Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Angela Finocchiaro, Lunetta Savino con la regia di Massimo Martelli. L’esuberanza del libro e un cast d’eccezione lasciavano sperare di meglio, invece il risultato è stato un po’ fiacco. I personaggi c’erano tutti e la sceneggiatura è stata fedele all’originale, ma qualche nota stonata ha disturbato l’armonia generale. Rispetto alla carica intensa del libro, caratterizzato da una scrittura rapida, trascinante e quasi logorroica, il film è riuscito a darne una versione appiattita e poco entusiasmante in cui i protagonisti sono sembrati solo ombre degli eroi della commedia antropologica del Bar Sport.

Va sottolineata l’indiscussa difficoltà di un progetto del genere, infatti creare un film da un libro di Benni non deve essere stata cosa semplice. E purtroppo s’è visto.

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