Bankster (Editori Riuniti): alta finanza e crisi economica mondiale

Bankster (Elio Lannutti, Editori Riuniti): alta finanza e crisi economica mondiale, attacco alle torri gemelle e crisi greca, agenzie di rating e Mario Draghi..

di Elio Lannutti

Bankster (editori riuniti) di Elio LannuttiI VERI ARTEFICI DELLA CRISI (non solo in Grecia)
La cricca irresponsabile dell’oligarchia finanziaria guidata dai banchieri centrali, dopo aver offerto munizioni agli speculatori con i bassi tassi di interesse – gli stessi speculatori che hanno contribuito a chiudere tutti e due gli occhi sulla falsificazione dei conti della Grecia perche’ contigui a Goldman Sachs – e dopo aver colpevolmente ritardato gli interventi a tutela della stabilita’ dell’euro, utilizzando i secchi di acqua non per spegnere l’incendio, ma per farsi la doccia ed arrivare piu’ puliti ai funerali dell’unione monetaria, hanno iniziato ad acquistare titoli di stato emessi dai membri dell’eurozona nella piu’ totale opacita’.

Bundesbank, Banca d’Italia e tutte le altre banche centrali, adusi ad agire nell’ombra e nella segretezza, come e’ stato confermato a maggio scorso dalla Banca di Finlandia, hanno avviato gli acquisti dei bond governativi senza che i contribuenti ed i cittadini dell’Unione sappiano quali siano questi acquisti, quali i volumi, i capitali impegnati, i massimali, e quali gli Stati dell’Unione interessati. Ritengo scandaloso che i governatori delle 16 banche centrali dell’euro ed il presidente della BCE, dopo aver contribuito con un lassismo irresponsabile ad offrire montagne di liquidita’ agli stessi speculatori foraggiati in precedenza durante la crisi dei subprime dell’agosto 2007 utilizzando i soldi dei contribuenti europei, a tre anni di distanza non abbiano nemmeno imparato la lezione e possano continuare ad agire nell’ombra. Questi signori continuano a dare lezioni di bon ton, non per salvare un’Europa allo sbando, ma le loro dorate poltrone, non essendo adusi a pagare il conto di errori, sottovalutazioni e lassismo su speculatori di professione e su quell’alta finanza criminale con cui vanno a braccetto e che continuera’ indisturbata ad attaccare la stabilita’ dell’euro.

LE TRE SORELLE DEL RATING
Le tre agenzie di rating Moody’s, Standard e Poor’s e Fitch hanno rapporti “incestuosi” con le banche e con gli altri organismi finanziari di cui dovrebbero certificare il valore e l’andamento. Sono infatti entita’ private, strutturate come societa’ per azioni e, quindi, sottoposte al principio del massimo profitto possibile. In quanto tali, possiedono partecipazioni dirette nelle corporation e nelle piu’ grandi banche internazionali.

Stupisce quindi che non sia accaduto nulla per prevenire crisi sistemiche causate da giudizi prezzolati di queste entita’ che, insieme alle banche di affari collegate a doppio filo, sono piu’ potenti dei governi, e che ancora oggi sfornano rating a gettone sulla solvibilita’ degli stati sovrani. In un mercato globale, dove si infarciscono di prodotti bidone le obbligazioni strutturate come i bond bancari ed assicurativi, piazzati perfino ai fondi pensione, la cui tracciabilita’ e’ impossibile perfino agli “ingegneri strutturatori”, ingaggiati a suon di milioni per studiare a tavolino come confezionare prodotti sofisticati che vanno nelle tasche dei risparmiatori finali, come si puo’ pensare di offrire l’immunita’ alle agenzie di rating, tra le maggiori artefici della crisi economica mondiale che ha arricchito pochi per impoverire moltitudini? E come si puo’ tollerare che queste agenzie non abbiano alcuna responsabilita’ di ordine civile e penale sulle pagelle sfornate a gettone?
La verita’ e’ che Moody’s, Standard e Poor’s e Fitch tentano di riprodurre quello che gia’ sta accadendo, cioe’ di abbattere la solvibilita’ degli Stati per finalita’ esclusivamente speculative. E tutto questo, mentre si chiedono ai cittadini sempre nuovi sacrifici con manovre finanziarie da milioni di euro.

LE MILLE BOLLE BLUFF
La crisi finanziaria che sta mangiando l’economia reale ha molti responsabili, primo tra tutti Alan Greenspan, l’ex governatore della Federal Reserve che, dopo l’attacco alle Torri Gemelle, fondo’ il rilancio dell’economia sul debito, regalando il denaro al tasso dell’1 per cento a milioni di americani che non avrebbero mai potuto permettersi una casa con il proprio reddito: cittadini con uno stipendio mensile di 2.000 euro, istigati a contrarre mutui per 2.500 euro al mese.

Da tempo, nell’usuale indifferenza riservata dai mass media alle voci fuori dal coro, avevamo denunciato l’istigazione al debito e lo scandalo dei derivati, che sono dodici volte il PIL del mondo: solo quelli fuori bilancio ammontavano lo scorso anno a 700.000 miliardi di dollari, contro un PIL (l’economia reale prodotta dalla fatica degli uomini) pari a 55.000 miliardi.

Avevamo denunciato, ancora, il conflitto di interessi delle tre sorelle del rating che emettevano giudizi di
massima affidabilita’ su prodotti finanziari gia’ all’origine avariati, vere e proprie patacche perche’, piu’ cresceva la massa monetaria virtuale, piu’ aumentavano guadagni, profitti privati, prebende e montagne di stock option.
La colpa principale e’ certamente ascrivibile a quell’oligarchia finanziaria alla quale sono attribuiti poteri enormi (privi di responsabilita’) che non sono assegnati neppure ai governi legittimati dalla volonta’ popolare. Una cupola, composta da banchieri centrali, banche di affari ed agenzie di rating, che opera al di fuori di qualsiasi regola, svincolata dai relativi controlli democratici, governa i destini del mondo, determina veri e propri attentati alla sovranita’ degli Stati e alla ricchezza delle Nazioni, dissemina macerie sull’altare dei profitti privati e dei lauti guadagni di pochi adepti, e tutto questo al di fuori dei principi etici e della responsabilita’ sociale delle imprese.

IL GOVERNO DEL DEBITO
In Italia scontiamo gli effetti della politica economica adottata dal Governo Berlusconi negli ultimi 2 anni: in primo luogo ha prodotto un aumento del debito pubblico, passato da 1.663 miliardi di euro dell’aprile 2008 ai 1.797 miliardi di oggi, con un aumento di 134 miliardi di euro, il che equivale a + 609 euro a carico di ognuna delle famiglie italiane, che sono 22 milioni. E il risultato di una politica a base di condoni e perdoni fiscali, previdenziali, ambientali, esattoriali, senza contare il varo della piu’ grande operazione di riciclaggio di Stato: cosi’ infatti deve essere definito lo scudo fiscale “criminale” che, con la sua forma anonima di rientro dei capitali tassati al 5 per cento, ha generato una disaffezione dagli obblighi fiscali.

 

A cio’ si aggiunga che monopoli come quelli delle assicurazioni hanno continuato ad operare al riparo della concorrenza. A quasi tutti i soggetti si e’ data ampia possibilita’ di determinare prezzi e tariffe, si e’ lasciata mano libera per aumentarli, spesso al di sopra dell’inflazione. Tutto cio’ ha dato luogo ad un massiccio trasferimento di ricchezza, stimata in 175,4 miliardi di euro dal changeover del 1 gennaio 2002, con un gravame di 7.976 euro a famiglia, prelevati direttamente (anche con il pretesto dell’euro) dalle tasche dei cittadini impoveriti ed indebitati che spesso, dopo aver ceduto il quinto dello stipendio ed essersi impegnati con crediti rateali e carte revolving, sono costretti a fare la fila ai Monti di Pieta’, per ipotecare i residui beni di famiglia e cercare di sopravvivere.

BANDA D’ITALIA
Nella relazione annuale di fine maggio Mario Draghi, Governatore della Banca d’Italia – la quale di fatto agisce come una Spa, perche’ controllata dalle banche azioniste – ha esortato ad una politica di sacrifici per risanare i conti pubblici dissestati, proponendo una serie di ricette che finiscono per avere gravissime ricadute su lavoratori e pensionati. Quello che pero’ Draghi non ha detto riguarda la composizione e la retribuzione del personale di Bankitalia, che non ha pari in nessun altro settore della pubblica amministrazione. È un esercito con 7.629 dipendenti che sono costati nel solo 2009 ben 798 milioni di euro e passa, con un costo medio di 104.611 euro a testa. La lievitazione di questa spesa rispetto al 2008 e’ stata di ben 18 milioni di euro: un dato sconcertante soprattutto nella attuale fase di gravissima crisi economica la cui responsabilita’ e’ indubbiamente attribuibile ai bankster ed alla cricca dei loro compari, che non hanno vigilato sui crack finanziari e sulla creazione del denaro dal nulla, inondando i mercati di titoli per lo piu’ tossici scambiati per un controvalore di 600.000 miliardi di dollari.

 

Tratto da “La Voce delle Voci” di Luglio 2010

ABBONATI ALLA VOCE e sostieni un’informazione libera e indipendente!

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.