ANTONIO PADELLARO/ Senza cuore. Diario cinico di una generazione al potere

Nel 2000 Antonio Padellaro, attuale direttore del Fatto Quotidiano, ma allora condirettore de “L’Unità”,  pubblica “Senza cuore. Diario cinico di una generazione al potere.”, un’invettiva contro la stampa italiana che, troppo spesso, invece di denunciare e gridare le ingiustizie italiane, preferisce il silenzio, caricata da una serie di attacchi rivolti alla classe dirigente.

di Maria Ciavotta

1378588 “Caro amico, ho cercato di farle capire , sommariamente, come funzionano, in certi casi i giornali. E perché i giornalisti sono fatti come sono fatti. Ma non è tutto. Se avrà ancora un po’ di pazienza le racconterò di una generazione di potere. La mia. E allora, forse, avrà un quadro più chiaro della situazione.”

Il giornalista si concentra su una strage che risale al 6 Dicembre 1990, di  cui però la stampa italiana sembra essersene dimenticata, essendo scomparsa dalle pagine di tutti i giornali. Si riferisce alla strage di Casalecchio, sul Reno, in cui furono feriti 82 studenti e ne morirono 12, quando un aereo militare, un MB326 si abbattè su una scuola.

La curiosità e la voglia di capire fino in fondo questa storia crebbe in Padellaro quando in una trasmissione condotta da Santoro, conobbe il padre di una delle piccole vittime,Vittorio Gennari. Così dall’incontro decise di arrivare in fondo alla storia e intervistare così Vittorio Gennari. Dall’incontro con quest’ultimo decide di scrivere il libro di cui ora sto parlando.

Padellaro affronta altri temi importanti, in particolar  modo la situazione della stampa italiana e di altri vari casi rimasti irrisolti e lasciati alle spalle; in più ci racconta di un suo incontro con Berlusconi nello studio di “Tribuna Politica”: alla vigilia delle elezioni politiche Padellaro ha la possibilità di intervistare Berlusconi così come nessuno aveva fatto prima. Quest’ultimo esordì dicendo “Dottore, posso conoscere il contenuto delle domande che intende farmi?”, alla risposta del giornalista, secondo la quale avrebbe chiesto soprattutto delucidazioni in merito alla questione del conflitto d’interessi, Berlusconi rispose: “Se le mi chiederà questo, le risponderò che farebbe meglio ad occuparsi, piuttosto, degli appalti che il suo editore Carlo De Benedetti ha indebitatamente ottenuto per la Olivetti dal ministero delle Finanze.”

Bisognerebbe recuperare “un cuore” e cambiare l’Italia e i suoi sistemi per vivere meglio.


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