THIS MUST BE THE PLACE/ Niente Oscar per l’ultimo film di Paolo Sorrentino

di Donato Giannini

“This must be the place”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino, non sarà presente all’Oscar 2012. Fuori tempo massimo per la corsa alle statuette, il film uscirà nelle sale americane a marzo 2012. 

 

Artisti_Vari_-_ThisMustBeThePlace“Il luogo che doveva essere” non sarà di certo Hollywood. This must be the place non ce l’ha fatta. L’ipotesi per una nomination all’Oscar di Paolo Sorrentino è sfumata nel peggiore dei modi. Colpevole la casa di distribuzione americana Weinster Company acquirente dei diritti dell’ultimo film del regista italiano. La major renderà fruibile il film al pubblico d’oltreoceano nel marzo 2012, data che non permette la candidatura alla kermesse cinematografica più importante del mondo. Per poter concorrere il film doveva essere programmato nelle sale entro il trentuno dicembre 2011. Un brutto scherzo della Weinster Company che aveva imposto a Sorrentino anche il taglio di sei minuti della pellicola.

Il film, acclamato in quasi tutte le sale italiane, non ha entusiasmato allo stesso modo gli spettatori stranieri e soprattutto la critica. Infatti, alcuni giornali esteri non hanno risparmiato critiche pesanti al regista partenopeo definendolo (nel caso del The Hollywood Reporter) “un tacchino che si crede pavone”. Oppure “un oggetto indefinibile, divertente e vuoto, molto ordinato nella sua forma e goffo nei significati storici a cui si riferisce”. Di certo gli americani non piangeranno per la mancata nomination di This Must be the place e potranno accontentarsi dell’altro film italiano candidato come miglior film straniero, applauditissimo al Festival di Venezia, “Terraferma” di Emanuele Crialese.

Il film più americano del regista de Il divo non ha mantenuto le aspettative che, da qualche anno a questa parte, accompagnano i fans di Sorrentino. Un film con un cast internazionale, da Sean Penn a David Byrne, costretto a rinunciare al red carpet più prestigioso. Il tutto sarà rimandato all’edizione 2013. Tempo necessario per assecondare il tempi delle campagne della Weinster Company.

Resta, comunque, l’amaro in bocca perché la tanto attesa consacrazione di Sorrentino sulla scena internazionale ancora una volta non è arrivata e l’incasso registrato finora non supera ancora i costi di produzione. “This must be the movie”.

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