ROBERT REDFORD/ Indipendente in “The Cospirator”

Il “ragazzo d’oro”, così ai tempi del college era chiamato dai suoi compagni. Oggi quel ragazzo è diventato un regista d’oro; un regista dal talento spiccato in grado di distinguersi all’interno del predefinito mondo dello Star System hollywoodiano. Il regista ribelle di cui stiamo parlando è Robert Redford, conosciuto inizialmente al grande pubblico come l’attore dal fascino indimenticabile che ha rapito il cuore di moltissime donne e ragazze con I signori della truffa, I tre giorni del condor, Il grande Gatsby, Spy game, L’uomo che sussurrava ai cavalli, solo per citarne alcuni.


di Alice Coccia

The-conspiratorDa Lo strano mondo di Daisy Clover Robert Redford ne ha fatta di strada, fino alla conquista della  fama e di un successo tale da poter dare a Robert Redford quell’attenzione cinematografica che merita senza ombra di dubbio.
Robert Redford è stato uno di quegli artisti che nel tempo si è fatto largo tra le imponenti barriere di una commercializzazione cinematografica senza limiti né confini, in cui la corsa a favore del Dio Denaro, oscura il motivo per cui il cinema si definisce “la settima arte”.
Il senso del cinema come arte capace di arrivare al grande pubblico, il suo antico spirito nascosto tra le battute e i fotogrammi di una pellicola, rivivono ormai solo nelle sceneggiature e nelle scelte di pochi registi indipendenti.

Robert Redford rientra sicuramente in questo piccolo gruppo di registi a dir poco eccezionali, i quali offrono ancora una salvezza al cinema contemporaneo.  Redford è stato l’ispirazione per molti di quegli attori e registi che hanno voluto abbandonare lo star system di Hollywood a favore di un cinema libero da rigidi schemi imposti. Ne è la prova l’Oscar onorario che l’attore e regista ha conquistato con la fondazione del Sundance Film Festival, una manifestazione che ispira e promuove il cinema emancipato,  indipendente e innovativo.

Con L’uomo che sussurrava ai cavalli, in cui Robert Redford era insieme attore e regista, l’artista americano ha realizzato un film degno di nota in cui, dopo aver sfiorato il melodramma, ha cambiato rotta dirigendo nel 2007 Leoni per agnelli.
Oggi Robert Redford torna al cinema con una nuova produzione, The Cospirator, una pellicola che, purtroppo, ha raccolto solo 10 milioni di dollari. Con quest’ultimo lavoro, Redford fa un tuffo nel passato per rileggere una scheggia di storia americana che ha diviso in due un’intera nazione. Stiamo parlando dell’assassinio del Presidente Abramo Lincoln, ricordato in un court-room movie di taglio storico.

The Cospirator ripercorre i momenti del processo successivo all’assassinio di Abraham Lincoln, il 15 aprile 1865. Nonostante la palese volontà di ricostruire storicamente un evento così importante per la nazione americana, Redford non scende mai nella banalità scontata di un esaltato (e già parecchie volte visto) patriottismo.

Niente scene colossali alla Pearl Harbor, Capitan America o alla Rocky Balboa ma una semplice e ricca ricostruzione storica dettagliata che non lascia mai spazio alla noia. Forse anche per la sceneggiatura affidata al talento di James Solomon, che con le sue particolari tecniche dialogiche tiene sempre il pubblico al limite della tensione. 

Una nota di elogio anche alla fotografia e in particolar modo alla luce tenue, naturale capace di trasportarci indietro in un tempo ormai lontano, rispecchiando alla perfezione quello spirito d’epoca. Tenendosi finalmente lontano dai soliti luoghi comuni dei film di taglio storico americani, Robert Redford è tornato ad offrirci un cinema diverso, intelligente e innovativo, continuando a vivere in quel clima di indipendenza, e talvolta intraprendenza, che abbraccia la sua filosofia di cinema anti-eroico.

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