L’ULTIMO TERRESTRE/ L’alieno alienato di Gian Alfonso Pacinotti

di Maria Ciavotta

“L’ultimo terrestre” è l’opera prima di Gian Alfonso Pacinotti, noto disegnatore di graphic novel con lo pseudonimo di Gi.Pi, al suo battesimo con la regia cinematografica. Il film, prodotto dalla Fandango, ispirato al romanzo a fumetti “Nessuno mi farà male” di Giacomo Monti, ben accolto al Festival del Cinema di Venezia 2011, racconta l’arrivo degli alieni sulla Terra. L’evento, contrariamente ai cliché hollywoodiani, non ha nulla di plateale. Gli alieni arrivano sulla Terra nell’indifferenza generale.

Il film gira intorno alle parole chiave: alieno – alienato – alienante – alienazione.

In uno scenario privo di una precisa collocazione spazio-temporale, il protagonista è un trentenne alienato e misogino. LaLultimo-terrestre-locandina sua vita si consuma in ambienti alienanti: vive in un agglomerato architettonico deputato all’isolamento, lavora come cameriere in un bingo, tra figure umane degradate e degradanti, con colleghi moralmente abietti. Frequenta di tanto in tanto il padre che lamenta da sempre l’abbandono da parte della moglie e un trans, amico d’infanzia, a cui confida le sue difficoltà con il sesso femminile. Spia la vicina, di cui è segretamente innamorato, ma non ci parla, frequenta prostitute bislacche che lo deridono. E’ incapace di agire e cambiare la sua esistenza.

In questo contesto di vita personale, il contatto di Luca con gli alieni si manifesta per mano del padre che gli presenta la sua nuova compagna, un’aliena, diventata sua convivente, perfetta massaia e cuoca sopraffina.

L’ironia è determinata da effetti di straniamento, lo straordinario viene banalizzato e risulta buffo, comico. La violenza invece è diretta, esasperata, atroce.

Il background del regista è volutamente presente. I personaggi sono tratteggiati come fumetti. I tre colleghi del bingo, per la fisicità, le qualità morali, i tic, rappresentano rispettivamente il superficiale, il presuntuoso, il violento. Alcune scene sono tavole, vignette, ci si aspetta la didascalia.

Alieni sono gli esseri di altri pianeta, alieni sono i “diversi” sulla Terra.

Tra il paradosso e il parossismo, la sceneggiatura sovverte i piani del comune pensare: gli extraterrestri sono capaci  di distinguere il bene dal male, i terrestri non più; sulla terra i “diversi” sono più umani dei “normali”.

Un episodio grottesco, la morte del gatto della vicina, innesca il cambiamento nella vita di Luca. Uno scherzo crudele dei suoi colleghi lo mette alla prova, deve reagire, ma non lo fa.

Nel succedersi della trama, al protagonista verranno svelati fatti e vicende di cui era estraneo e che sono la fonte delle sue fobie. E finalmente, prende coraggio.

 Note: per gli amanti dei fumetti e del fantastico.

GUARDA IL TRAILER DE “L’ULTIMO TERRESTRE” 

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