J EDGAR/ L’ultimo film di Clint Eastwood con Leonardo Di Caprio

di Alice Coccia

Il 4 gennaio 2012 nelle sale italiane uscirà l’ultimo film di Clint Eastwood, J Edgar. Con un cast di tutto rispetto, Leonardo Di Caprio, Naomi Watts, Josh Lucas, Armie Hammer e Judy Dench, il regista e attore Clint Eastwood ha dato un volto decisamente nuovo all’uomo che per mezzo secolo è stato uno dei protagonisti degli Stati Uniti, J Edgar Hoover.

J-Edgar-filmÈ ormai da un po’ che si aspettava con curiosità e impazienza l’arrivo dell’ultimo film di Clint Eastwood. Finalmente ci siamo quasi. Tra qualche giorno anche le nostre sale cinematografiche ospiteranno J Edgar, una rivisitazione originale di una figura chiave del Stati Uniti, J Edgar Hoover. Ad interpretare il capo dei servizi segreti americani è il trasformista Leonardo Di Caprio, acclamato dalla critica e pronto a far parte della rosa dei nominati all’Oscar. J Edgar racconta dell’uomo che diede un volto all’FBI, portando avanti fino alla sua morte, il ruolo di capo del servizio per ben otto diverse presidenze, da Calvin Coolidge a Richard Nixon.

Un excursus sulla storia di J Edgar Hoover e la nascita dell’FBI che, lo stesso Hoover, avvicinandosi alla morte, decide di tracciare senza troppi moralismi, ma non per questo senza un tocco di pathos. Gli eventi che il regista americano fa illustrare a J Edgar, incorniciano il protagonismo di Hoover in tutte le sue mille difficoltà, vissute in modo decisamente insofferente e tormentato.

La storia che Clint Eastwood, insieme allo sceneggiatore Dustin Lance Black (premio Oscar per Milk), presenta al cinema, si concentra principalmente sull’inquietudine e irrequietezza del protagonista, espressa in maniera piuttosto evidente nella sua omosessualità repressa. Ed è proprio l’omosessualità, il punto cardine su cui Eastwood fa leva nel corso dell’intero film, trasformandola nel suo argomento di interesse. Le dinamiche attraverso cui un uomo cerca di vivere le sue emozioni e quelle attitudini pubblicamente colpevolizzate (per non dire proibite) senza mai far sorgere il minimo dubbio, diventa il perno su cui il regista lavora. Sono i sentimenti e le emozioni “non comuni” per l’epoca, le sensazioni di un uomo del governo che vive nell’America di quegli anni e che ha promesso di combattere il comunismo in nome di una società senza macchie né scandali, a dominare il plot di J Edgar.

I sentimenti sono al centro della regia di un film dalle linee sottili ma sempre ben definite che, a dispetto di quanto si possa pensare leggendo il plot, si tiene ben lontano da stilemi politici o completamente storici, per correre sul filo di sentimenti e frustrazioni mai appagate.

Clint Eastwood non è certo un principiante in film drammatici o dagli intrecci personali. Basti pensare a Mystic River, Million Dollar Baby o Gran Torino, che hanno sortito risultati degni di nota. Nel caso di J Edgar, però, nella rete delle relazioni interpersonali rientrano anche sfere più delicate come quella politica, che vede l’FBI sulla difensiva al punto tale da diffamare la pellicola per l’omosessualità non troppo “eclissata” di Hoover. Accuse che certo non hanno scalfito la reputazione di Eastwood né l’impaziente attesa di vedere sugli schermi un altro successo cinematografico.

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