CINEMA/ Il Vallanzasca di Michele Placido nel nuovo scenario italiano

Dopo il successo di Romanzo criminale (2005) Michele Placido torna sul grande schermo con un altro tassello della storia del crimine italiano: Vallanzasca – gli Angeli del Male. Lo scorso 21 gennaio il Bel Renè, così soprannominato negli anni ‘70, è entrato a far parte dello scenario cinematografico nazionale.

di Alice Coccia

locandina_del_film_Vallanzasca_Gli_angeli_del_male-01La storia del criminale Renato Vallanzasca è stata raccontata attraverso il talento di Placido e del protagonista, Kim Rossi Stuart in una pellicola che ha suscitato grande entusiasmo all’estero, in particolar modo negli Stati Uniti. Con uno spirito del tutto differente è stato invece accolto in Italia. Non poche polemiche, infatti, sono sorte sul soggetto tirato in causa dal regista.

Tantoper cominciare il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria Giro non ha esitato nel farsi portavoce della decisione presa dalla commissione lungometraggi del dicastero in merito ai possibili finanziamenti statali per la pellicola: «Placido è un regista di fiction e non di cinema. Non è all’altezza di affrontare temi che richiedono capacità di analisi culturale che Placido, a mio parere, non ha. Riteniamo – dice – che l’amministrazione dello Stato che noi rappresentiamo non possa finanziare un film che ha trasformato in un santino un criminale condannato per sequestri, rapine e omicidi a quattro ergastoli».

Medusa e Rai Cinema, due tra i maggioriproduttori cinematografici, hanno categoricamente rifiutato di finanziare ilfilm e dalla sponda politica della verde Lega si è innalzato il grido di unapedante polemica. Prendendo le distanze da tali affermazioni, il pubblico sovrano è rimasto soddisfatto della produzione, in particolar modo della prestazione istrionica di Kim Rossi Stuart,non solo protagonista ma anche sceneggiatore, insieme al regista, del lungometraggio.

La divina interpretazione di Kim Rossi Stuart ha permesso la comprensionedi un personaggio intricato, dalle molteplici personalità, muovendosi tra ipiccoli gesti di una figura ironica, talvolta addirittura sensibile ma pur sempre spietata.

Di tanto in tanto il cinema presenta piccoli frammenti romanzati della storia italiana come Il grande sogno (2009)Noi credevamo (2010), Mio fratello è figlio unico (2007), Romanzo criminale (2005), Vallanzasca – Gli angeli del male(2011). Sicuramente sono lavori apprezzati (critiche faziose a parte) non solo per un’ottima regia ma anche per la riproposizione di vicende storiche che tendono a catturare anche l’interesse dei più pigri alla lettura.

Inconveniente non da poco è il mitismo che si crea intorno a determinati personaggi che hanno storicamentefoto-vallanzascarappresentato una fetta della criminalità italiana. Il Vallanzasca dell’omonimo film, come anche il Dandy, il Freddo, il Libanese di Romanzo criminale (nato nel 2005 comefilm e trasformato nel 2010 in una serie televisiva di successo) si sono trasformati, paradossalmente, in miti per giovani ragazzi che, attratti probabilmente dalla simpatia degli attori e dai comportamenti spocchiosi esicuri di sé dei personaggi, sono rimasti affascinati dalle loro vite.

 È curioso e in parte imbarazzante notare come la nostra società dei consumiriesca a lucrare persino su tali perversi meccanismi sociali, arrivando afabbricare accendini o quaderni con i volti di tali figure.

Un criminale come Renato Vallanzasca che si presenta dicendo: «Io non sono cattivo, ho solo il lato oscuro un po’ pronunciato», conquista in maniera gentile la simpatia degli spettatori. Stesso discorso vale per i personaggi di Romanzo criminale che, grazie al loro spiritoso gergo romanesco e ad una spiccata filosofia di vita “uno per tutti e tutti per uno” sono divenuti gli idoli di molti.

Il rischio di divenire un mito per gli adolescenti (ma non solo) è marcato anche dal fascino e dalle capacità istrioniche degli attori in gioco. Un rischio che, tuttavia, vale la pena correre quando si parla di attori di un certo calibro. Il singolare talento di Kim Rossi Stuart è uno dei fattori che rendono la pellicola degna di nota. L’espressività dei suoi sguardi e delle sue movenze suggerisce allo spettatore l’esistenza di un angolo oscuro nella personalità di Renato Vallanzasca, impossibile da scoprire poiché relegato nel suo intimo. Una straordinaria interpretazione per un ottimo film, in grado di approfondire emotivamente quelle pagine non sempre lettedella storia della nostra Italia.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.