FESTIVAL DI CANNES 2011/ Una chiusura da cinema

L’euforia dei giorni passati, le passerelle delle Star, il red carpet illuminato dai flash, tutto questo resterà domani solo un ricordo fino al prossimo anno. Stiamo parlando del Festival di Cannes naturalmente. Una delle kermesse internazionali più importanti e d’elite nel mondo del cinema.

di Alice Coccia

Festival-di-Cannes-1Dall’11 al 22 maggio Cannes è stata incantata dall’arrivo di divi internazionali e di successo come Brad Pitt, Angelina Jolie, Sean Penn, Jude Law, Uma Thurman, Robert De Niro e molti altri talenti difficili da contenere in un’approssimativa lista di nomi.

Per par condicio, ma soprattutto per merito, sarà il caso di sbirciare anche nel settore regia. Quest’anno, infatti, sembrerebbero essere stati i registi al centro dell’attenzione (senza contare, ovviamente, le mille attenzioni date allo sfarzo scenico di gioielli e vestiti di attori e attrici).

Tanto per ricordare qualche regista che certamente ha fatto parlare di sé, non possiamo non citare Lars Von Trier: con le dichiarazioni poco felici sulla sua simpatia hitleriana ha lasciato, nel Festival, tutti a bocca aperta; c’è poi Woody Allen con l’esordio della sua ultima opera artistica Midnight in Paris (film d’apertura del Festival); ricordiamo anche Terrence Malick, che con il film  The tree of life ha creato in sala Cannes un arcobaleno di emozioni con una stampa divisa tra lacrime e fischi.

 Non dimentichiamoci, inoltre, del cinema italiano! Era ora che arrivasse il momento di un meritato riscatto della settima arte nazionale.

La 64esima edizione del Festival di Cannes sembrava parlare italiano e aver risollevato le sorti di una cattiva pubblicità fatta finora ai molti ciak nostrani che, purtroppo, non hanno suscitato il successo sperato.

 Il momento del trionfo del cinema italiano è stata la Palma d’Onore a Bernardo Bertolucci, premio istituito ufficialmente a partire da quest’ultimo concorso di Cannes.

Un giusto riconoscimento per il talento di un artista unico e senza tempo che ha lasciato un segno indelebile nell’universo del cinema mondiale.

 Spostiamoci ora nell’area dei lungometraggi che puntano alla Palma d’Oro. In prima linea troviamo il binomio Moretti-Sorrentino, entrambi registi in gara nella sezione più importante del Festival, quella naturalmente dei Film In Concorso.

 Ma andiamo per ordine.

 L’Habemus papam di Nanni Moretti, regista così tanto amato dal popolo di Cannes, ha riscosso un notevole successo di critica che, in realtà, era stato dato per scontato ancor prima della proiezione. D’altro canto lo stesso Moretti non è certo un novellino del Festival di Cannes. Se facciamo un tuffo nel passato, ricorderemo il nostro regista alle prese con Ecce bombo, film in concorso a Cannes ben trentatre anni fa. Ma non solo, perché nel 2001, Nanni Moretti è stato il vincitore della tanto ambita Palma d’Oro con il film drammatico La stanza del figlio. Che dire, un vero e proprio veterano nell’elite di Francia e del Cinema. Pensate che i francesi adorano Moretti per il suo personalissimo linguaggio filmico, spietato e talvolta crudo, con cui racconta l’Italia, con i suoi mille problemi sociali, le diatribe politiche e i sentimenti contrastanti di cui è impregnata.

 Su un altro versante corre, invece, Paolo Sorrentino con il suo primo film in lingua This Must Be The Place. Una pellicola che senz’altro potrebbe essere l’altra faccia della medaglia, per non dire un’interpretazione, delle parole shock pronunciate dal regista danese Lars Von Trier. Senz’altro, poi, non poteva che essere una garanzia il protagonista del film, Sean Penn. Nei panni di Cheyenne, ex rock star che inizia il suo cammino di vendetta (o redenzione?), Penn va alla ricerca del criminale nazista che in passato perseguitò suo padre.

I risultati sperati sono arrivati. Paolo Sorrentino è riuscito a scalare le prime vette di Cannes aggiudicandosi il Premio Ecumenico, un compenso degno di un regista che, già con Il Divo, aveva sciorinato il suo talento tra una critica entusiasta e un invidiabile successo di pubblico.

Ma il countdown per il palmares è iniziato e stasera la nostra curiosità sarà saziata con la premiazione del vincitore di Cannes 2011. Azzardare dei pronostici sulla possibile Palma d’Oro sarebbe troppo riduttivo e, forse, anche offensivo nei confronti dei meravigliosi venti film in gara.

Ciò che resta da fare è solamente tenere a freno ancora per un po’ i nostri dubbi e aspettare di sentire il nome del vincitore risuonare nelle sale del Festival di Cannes e dalle bocche di tutti i giornalisti.


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