Dal telefilm anni 80, al grande schermo: torna l’A Team

Il regista Joe Carnahan riprende un telefilm dei mitici anni 80 e ne fa un film (riuscito?): torna l’A Team di P.E. Baracus e Hannibal Smith.

di Alice Coccia

Il regista Joe Carnahan riprende un telefilm dei mitici anni 80 e ne fa un film (riuscito?): torna l’A Team di P.E. Baracus e Hannibal Smith.Per tutti i bambini che hanno sognato e sono cresciuti nei “mitici anni ‘80” e per i nostalgici che continuano ad appassionarsi alle avventure di quattro veterani alle prese con “un’americana giustizia”, il grande schermo ospita il ritorno dell’ A-Team. I protagonisti di una serie che ha fatto storia nel mondo dei telefilm anni ’80 è entrata a far parte dell’universo blockbuster, in cui le vicende di quattro veterani scalmanati, tengono lo spettatore con il fiato sospeso in un vortice di sfrenate peripezie.

Accusati di un crimine che non hanno commesso, quattro uomini fuggono dal penitenziario dov’erano stati rinchiusi e si rifugiano a Los Angeles vivendo nella clandestinità. Se qualcuno ha un problema, e se riesce a trovarli, può provare a ingaggiare il famoso A-Team… Tale è il motto iniziale della serie che racchiude le vicende del tenente Templeton (o meglio “Sberla”), del “pazzo” capitano Murdock, del sergente Bosco (“P.E.”) Baracus, guidati dal sempre organizzato colonnello John “Hannibal” Smith. Il team è una delle squadre che lavora segretamente per l’esercito americano, a cui vengono affidate quelle mission-impossible che nessuno è così folle da affrontare. Un inganno inaspettato però, va a minare la loro reputazione, trasformandoli in fuorilegge e obbligandoli a disegnare uno dei loro classici piani ben riusciti.

Il film racconta il prequel delle loro vicende, del loro vivere da fuorilegge pur combattendo nel nome della giustizia. Il loro incontro nell’operazione Desert Storm segna l’inizio di otto lunghi anni di missioni, in cui i quattro compagni tracciano le linee delle loro attitudini caratteriali, complementari per il valore del gruppo.

Joe Carnahan, già regista di Smokin’ Aces e Narc, s’impegna stavolta nella difficoltosa impresa di dirigere il remake di una delle serie culto degli anni ’80, puntando su un ottimo e divertente cast: Liam Neeson (Hannibal Smith), Bradley Cooper nel ruolo di Sberla (già conosciuto in Una notte da leoni), Quinton “Rampage” Jackson (Baracus) e Sharito Copley (Murdock). Nonostante siano eccellenti attori, tutto sommato attinenti ai caratteri degli originali, il fan più sfegatato potrebbe discutere la “giovinezza” di Liam Neeson, troppo spiccata e lontana dalla maturità del George Peppard televisivo.

Per quanto riguarda poi il personaggio di Sberla, tende talvolta a rubare il ruolo di “capo” e di guida al colonnello Smith, soprattutto nello scioglimento finale del plot, catturando su di sé le attenzioni di un pubblico attratto e divertito da una farsesca interpretazione. Gli incassi che finora il film ha ottenuto (900 mila euro), confermano il successo previsto dalle aspettative degli addetti ai lavori. Naturalmente la confezione di un film, che poggia su una sceneggiatura già amata da un vasto pubblico e che continua a giocare sulla bravura di ben noti attori, non poteva essere un flop.

Per di più, la solita ciliegina sulla torta sembra essere la ormai immancabile presenza di eccezionali effetti speciali, indispensabili per la confezione di un film americano, che seguono, passo dopo passo, i protagonisti nelle loro scene d’azione. Ebbene seguendo il motto del colonnello Hannibal Smith, è proprio il caso di dire che anche noi andiamo matti “per i piani ben riusciti”!

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