CINEMA/ The Boat that rocked: il cinema in onde medie

Il cinema in onde medie di Radio Rock è brillante, ispirato, divertente ma soprattutto è musica. Svestiti i panni di commediografo sentimentale e rilassato Richard Curtis ha vestito quelli di otto deejay in balia delle acque del Mare del Nord, dove il rock ha solcato la storia.

di Nazzareno Lemma

locandina_del_film_I_love_Radio_Rock---01“The boat that rocked” è l’esilarante vicenda dello sconvolgimento pop nel regno di sua Maestà; l’assalto di una sconquassata ciurma al grigio perbenismo di Londra.

Dopo aver conquistato gli States negli anni ’50 il rock viene osteggiato ancora dieci anni più tardi nella costumatissima Inghilterra; la BBC ne trasmette appena 120 minuti alla settimana relegandolo nel programma specifico “Top of the Pop”. Nel 1966, quando i sudditi di sua maestà sono ormai pronti per una nuova epoca, una sconquassata ciurma di deejay prende in affitto un vecchio peschereccio in dismissione, lo restaura e lo trasforma in una radio galleggiante. Prendono il largo sette pirati musicomani e una factotum lesbica per dar vita alla più originale esperienza di radio libera della storia della musica. Appena fuori delle acque territoriali inglesi hanno inizio le trasmissioni in onde medie che in breve tempo radunano milioni di ascoltatori ad ogni ora del giorno e della notte. Il rock invade l’etere trascinando con se la sua carica di fisicità, erotismo, trasgressione e sfrontatezza.

L’anarchia piratesca si incarna in avanzi postindustriali che vivono di musica. Simboli della pirateria radiofonica come l’americano Conte (Philip Seymour Hoffman) ed il suo rivale inglese Gavin (Rhys Ifans) non hanno che il rock’n’roll per cannoneggiare sul vecchio continente lo scoppio imminente di una rivoluzione (Woodstock e il maggio francese sono alle porte). “Se spari una pallottola qualcuno muore, se sganci una bomba muoiono in tanti, se meni una donna muore l’amore. Ma se pronunci la parola vaffanculo non succede niente”, questo è il punto, la sintesi. La filosofia del Conte, che è il collante dell’eclettica ciurma, è la presa di coscienza che qualcosa sta cambiando e una spinta affinché tutti assumano il coraggio della bellezza di un mondo diverso.

La parte romanzata della pellicola è consegnata al personaggio di Carl (Tom Sturridge) che vive quest’esperienza con le orecchie degli ascoltatori dell’epoca e lo sguardo del pubblico di oggi. Londinese della media borghesia, appena diciottenne, è stato espulso da scuola per condotta indisciplinata; viene spedito sulla nave pirata dalla madre per scontare quella che dovrebbe essere una punizione e che si rivelerà invece un percorso di maturazione vivo e profondo.

A bordo farà la conoscenza del nostromo Quentin (un ottimo Bill Nighy) uomo di gran classe e suo padre putativo; del Conte provocatore appassionato; dell’irriverente e perverso Gavin; del grasso Dave; del taciturno Mark Mezzanotte; dell’enigmatico e introverso Bob (non a caso deejay dal crepuscolo all’alba); dello sfigato Simon e di quello che sarà il suo compagno di cella: Kevin detto “il tardo”.

In una descrizione d’ambiente perfetta in cui feste e scorribande si alternano a sesso droga e rock’n’roll, la vita di bordo renderà a Carl la giusta dose di altruismo, fantasia ed amicizia che lo faranno autentico marinaio fra le onde della vità. Le avventure vissute in quella miscellanea di nuda umanità insegneranno al ragazzo la bellezza della verità lontana dai fronzoli e dalle circostanze di una società di costume.

Il finto “Minculpop” reale affida la repressione (suicida) del fenomeno delle radio libere alle rigide maschere del ministro Dormandy (Kennet Branagh) e del burocrate Twatt (Jack Davenport) sguattero ministeriale incaricato di trovare o inventare il cavillo legale utile allo scopo. La battaglia in mare sarà per il governo una vittoria di Pirro, la guerra sarà vinta dal rock e dalla sua generazione. La musica è infatti un desiderio dell’uomo che le politiche oscurantiste conservatrici non potranno arginare.

Una nota di rilievo merita ovviamente la colonna sonora, confezionata in due CD che raccolgono alcuni grandi successi fra gli altri dei Rolling Stones, degli Who, dei Kinks, dei Procol Harum e di Cat Stevens. Presenti anche Leonard Cohen e Jimi Hendrix con The wind cries Mary. 

 

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