CINEMA/ Roma Film Festival 2010, un viaggio nei passati albori

Al suo quinto anno, il Roma Film Festival continua ad entusiasmare e a dare il giusto rilievo alle sue origini cinematografiche: 2.000.000 il numero dei visitatori, una media di 100.000 biglietti emessi per ogni edizione e 2.600 i giornalisti impegnati nella kermesse.

di Alice Coccia

Al suo quinto anno la Capitale ospita una delle più importanti rassegne cinematografiche mondiali: il Festival Internazionale del Film di Roma. 

festacinema_01Dal 28 ottobre al 5 novembre il complesso arcitettonico ideato da Renzo Piano, l’Auditorium Parco della Musica di Roma, è animato dai flash dei fotografi, dall’ irruenza dei giornalisti e dal lungo Red Carpet che precede la spettacolare Cavea dell’Auditorium verso la quale sfilano alcune tra le personalità più in voga del mondo cinematografico.

Nell’arco di questi nove giorni la città rivela il suo spirito cinematografico accompagnando la rassegna con mostre e iniziative dedicate al cinema e alla sua realtà scenografica, allestite nei borghi storici romani, nelle associazioni e nelle istituzioni culturali di competenza.

La Fondazione Cinema per Roma (di cui i soci fondatori sono il Comune di Roma, la Regione Lazio, la Provincia di Roma, la Camera di Commercio e la Fondazione Musica per Roma) si è dedicata ormai già da cinque anni alla realizzazione del suddetto Festival.

La rassegna presenta diversi lungometraggi in concorso ma anche fuori concorso, suddivisi in quattro sezioni: Selezione Ufficiale (6 film fuori concorso e 16 in concorso), L’Altro Cinema | Extra (12 documentari in concorso, 4 fuori concorso e 8 lungometraggi fuori concorso), Alice nella città (14 film in concorso) e Occhio sul Mondo | Focus (7 film). Infine nasce l’unità Spettacolo | Eventi Speciali, comune a tutte le altre sezioni, che consente l’incontro con i protagonisti dei film, con gli autori dei documentari, con i personaggi della contemporanea cultura e del cinema.

La Selezione Ufficiale include anteprime internazionali e pellicole d’autore che testimoniano l’esplosione del cinema giovanile e del cinema indipendente che si distacca dal gioco-forza delle “major”: molte, infatti, sono le pellicole indipendenti o comunque seconde o terze produzioni di giovani registi.

L’Italia mostra con quattro titoli in concorso e 1 fuori concorso un moderno spirito cosmopolita, proponendo una cinematografia realizzata con mezzi italiani ma che parla di culture straniere.

I fiori di Kirkuk di Fariborz Kamkari, ambientato nell’Iraq anni Ottanta, è la storia di una donna che dopo una vita in Italia decide di far ritorno in patria con un diverso bagaglio culturale con il quale deciderà di convivere tra le tradizioni delle proprie origini. Anche Una vita tranquilla, di Claudio Cupellini, racconta di un ristoratore (Toni Servillo) integrato in Germania che, dopo aver vissuto una vita serena, si trova a fare i conti con il figlio dimenticato per troppo tempo.

A destare scalpore è stata invece la co-produzione italo-indiana Gangor, diretta da Italo Spinelli e ispirata al racconto Dietro il corsetto della scrittrice indiana Mahasweta Devi. L’autrice del libro e il regista promettono una dura battaglia nel momento in cui il film dovesse essere censurato in India per aver mostrato il seno di una donna che allatta.

Su un binario più classico corre invece la pellicola diretta da Valerio Jalongo e sceneggiata da Daniele Luchetti, La scuola è finita, dove viene toccato il tema della scuola già affrontato dallo sceneggiatore in due sue precedentroma-cinema-festi produzioni.

Restando nella Selezione Ufficiale ma fuori concorso troviamo il film di Ricky Tognazzi Il padre e lo straniero, tratto dal primo libro di Giancarlo De Cataldo che vede un talentuoso Alessandro Gassman protagonista del plot. Il classico dramma familiare che sembra svolgersi nei primi minuti del lungometraggio si trasforma in un prototipo spy-story che lo rende complicatamente intrigato.

Ad esordire come anteprima del Festival ci pensa invece Maria Sole Tognazzi, la quale dedica al padre Ugo il suo ultimo film Ritratto di mio padre, in perfetta sintonia con il ricordo del grande attore che ha consacrato l’intera kermesse.

Continuando con le sezioni della rassegna troviamo L’Altro Cinema | Extra, dedicata all’Acting Award e al Premio alla Carriera. I premi conquistati finora da Sean Connery, Sophia Loren, Meryl Streep e Al Pacino, verranno quest’anno assegnati da una giuria internazionale al miglior documentario. La peculiarità dell’Extra 2010 sono i temi della sessualità e del cinema indipendente americano, toccato da autori del calibro di John Landis e Alexandre Rockwell, da noti attori quali Steve Buscemi e Peter Dinklage e da pilastri della musica come Bruce Springsteen e Lillian Roxon.

Alice nella città rappresenta invece la sezione dedicata alle nuove “leve del cinema odierno” in cui due giurie, composte l’una da ragazzi sotto i dodici anni e l’altra da giovani fino ai diciassette, assegneranno i Marc’Aurelio ai quattordici film in concorso. I premi saranno inoltre provvisti di un tributo di 10 mila euro ciascuno.

In anteprima assoluta il musical politico Leila di Audrey Estrougo apre il concorso Alice il 28 ottobre, emozionando il suo pubblico con l’amore tra due immigrati di seconda generazione avvolti in un’atmosfera di disordine sociale per le proteste dei sans-papier, sfociate in seguito nell’occupazione della chiesa parigina Saint-Bernard.

In Alice nella città l’argomento del sociale vive nelle proiezioni dei registi del futuro e sfocia in un dialogo tra i giovani giurati e i registi che hanno sottolineato la loro volontà di incontrare i ragazzi.

In Occhi sul mondo | Focus il Giappone diventa l’assoluto protagonista con la partecipazione di 7 film scelti tra le produzioni nipponiche. L’anima della sezione è la rievocazione di schegge passate e contemporanee del mondo del sol levante, ricordando con parole e visioni due registi scomparsi ma che hanno lasciato un segno nella nostra memoria: Akira Kurosawa e il giovane Satoshi Kon.

L’anima nipponica viene palesata anche nella presentazione di una mostra che prende il nome di Mika Ninagawa for International Rome Film Festival e nel museo Maxxi di Zaha Hadid che celebra la serata ufficiale di inaugurazione del Festival, un evento composto dai segni artistici di una tradizionale cultura giapponese che si fonde con la contemporaneità dell’universo occidentale.

 

Nell’attesa dell’assegnazione dei vari premi stabiliti (i Marc’Aurelio assegnati al miglior documentario per la sezione L’Altro Cinema | Extra, all’attore, alla memoria di Susi Cecchi D’Amico per finire con il premio esordienti e quelli assegnati dalla giuria internazionale e dal pubblico) un atto di riverenza viene fatto dall’impero cinema all’indimenticabile La Dolce Vita di Fellini…ma di ciò ci occuperemo alla chiusura di questa meravigliosa rassegna cinematografica.

 

SULLO STESSO ARGOMENTO

Festival del Cinema Venezia 2010: programma straordinario!

Micromega in "Prima Linea" sul cinema poltico

Benvenuti al Sud: il film di Luca Miniero, remake da record

Micha Wald e il suo film Simon Konianski: un nuovo Woody Allen?

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.